Radars chantiers, in Francia arrivano gli autovelox per le curve

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Radars chantiers, tenete a mente questa definizione. Tra poco non si potrà più rallentare prima di un autovelox e poi riprendere velocità. Oltre il codice, ma senza paura che arrivi una multa. In Francia si sono attrezzati con una soluzione particolare. Che aumenta il raggio di azione dei rilevatori di velocità.

Vi proponiamo l’interessante articolo di ASAPS.

Non saranno bollabili come “agguati” i nuovi radar da poco entrati in servizio in Francia. Ma il loro potenziale offensivo nei confronti della trasgressione è incredibilmente aumentato. Di cosa si tratta? Semplice. Seguendo la linea operativa spagnola e di molti paesi del nord Europa, anche sulle strade di Francia il semplice radar non poteva bastare più. Ormai, tutta l’utenza si è abituata a rallentare solo in prossimità dei punti neri, quelli in cui le autorità transalpine avevano installato gli odiati controllori elettronici con i relativi preavvisi, E così è nata l’idea di rendere dinamiche le postazioni e di allargare il ventaglio dell’accertamento.

Come sempre, noi italiani eravamo arrivati prima. Ricordate le postazioni mobili approntate in prossimità dei cantieri? Ecco: i radar francesi, messi a punto nel 2015 ed entrati in servizio con le prime 203 cabine nel gennaio di quest’anno, con un progetto di dislocazione di 400 unità entro dicembre, si chiamano appunto radars chantiers ed erano stati progettati dalla Vitronic per mettere in sicurezza proprio i tratti viari dove insistono lavori in corso.

Secondo l’osservatorio dell’ASAPS che si occupa di monitorare questo scenario infortunistico, nel corso del 2016 i cantieri stradali italiani sono stati teatro di 49 incidenti gravi, con un bilancio di 13 vittime e 62 feriti: in Francia però si è andati oltre.

Nel nostro paese, i controlli approntati in prossimità dei cantieri – soprattutto quelli autostradali – sono andati scemando, fin quasi a sparire del tutto. Complici le sentenze di alcuni giudici di pace che hanno limitato fortemente il potenziale repressivo di questi dispositivi. In Francia, dove i problemi giuridici di questo tipo sono stati nel tempo risolti con interventi legislativi (è oggi sufficiente un preavviso), il radar chantier è divenuto autonome ed è stato immediatamente impiegato anche in contesti diversi, approfittando della sua versatile mobilità.

Nella gran parte dei casi, il dispositivo è montato infatti su un rimorchio e può così essere piazzato su tutti i punti pericolosi e può restare autonomamente operativo anche nelle zone più rurali per almeno 5 giorni, grazie alle batterie di cui è dotato (esattamente come un semaforo temporaneo). Il suo hardware e il suo software possono riconoscere le classi di veicoli e le direzioni di marcia, con un range operativo che va dai 10 ai 300 chilometri orari su un massimo di 4 corsie.

Il radar autonomo viene al momento impiegato anche sulle strade di campagna e di montagna. Con lo scopo di intervenire pesantemente sul numero di incidenti motociclistici. Il 43% dei quali avviene – secondo le statistiche del dipartimento interministeriale della Sécurité Routière – proprio in contesti viari di questo tipo. Nel corso del 2017, l’OBSR (Observatoire National de la Sécurité Routière) ha registrato 657 decessi in tratti di strada curvilinei. Di cui 497 in danno di automobilisti e 160 nei confronti di bikers.

Eccesso di velocità, una tragica costante

Lo studio delle dinamiche rivela che spesso più cause concorrono alla fatalità degli esiti. Ma l’eccesso di velocità è una costante fissa in tutti i casi.
La strada per arrivare all’impiego massiccio del dispositivo non è stata semplice. Nel mese di agosto, un ricorso al tribunale da parte di un automobilista “flashato” sull’autostrada A3 a Montreuil (nella regione dell’Île-de-France), alle porte di Parigi, aveva visto il giudice dare ragione al multato. In relazione al cattivo stato di manutenzione della segnaletica di avviso della velocità. Originando un annullamento di massa da parte della Prefettura di alcune migliaia di verbali. Con i conseguenti rimborsi e restituzione dei punti decurtati. (ASAPS).

Ultima modifica: 31 ottobre 2017