Porsche 911, prova su strada. La Serie 992 tramanda il sangue blu | VIDEO

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Le targhe appese sopra il bancone del Bar del Platanes raccontano la storia di una passione antica: Ronde de la Giraglia, Giru di Corsica, Rallye national de Balagne, Rallye Terre de Corse, Rallye de Porticcio.

Eccoci a Pinu, paesino nell’Alta Corsica: duecento anime sospese tra le tonalità di blu del mare e del cielo e il verde intenso di foreste secolari. Una terra in cui l’amore per i motori è vecchio come i colori di questo paesaggio maestoso.

Sulla sinuosa strada che passa davanti ai tavolini del bar, attraversando l’estremo nord dell’isola in cui nacque Napoleone, abbiamo provato un’automobile imperiale: la nuova Porsche Carrera 911, serie 992.

Ottava rampolla di una stirpe la cui capostipite nasce nel lontano 1963, la nuova 911 (a due ruote motrici nella versione S, a quattro nella 4S) si adatta ai tempi e diventa più muscolosa, senza tuttavia perdere continuità nello stile.

I ritocchi estetici ne irrobustiscono la scocca, allargandola leggermente: 1557 millimetri davanti, 1585 dietro. Il taglio marcato degli specchietti retrovisori accresce l’aerodinamicità della vettura.

Così come le maniglie elettriche a scomparsa; i passaruota sono più pronunciati (20 pollici sugli pneumatici anteriori, 21 sui posteriori) e il cofano ha due caratteristici rilievi laterali che fanno risaltare i parafanghi.

Cresce anche l’impronta a terra: 45 millimetri in più davanti, 50 posteriormente. Un assetto studiato per garantire massima sicurezza a una serie che pesa 1590 chili. Non pochi.

Porsche 911, prova su strada: cosa c’è sotto il vestito

È l’evoluzione di una supercar che ha la sportività nel sangue, ma che, allo stesso tempo, non vuole perdere il treno di un futuro in cui aumentano le dimensioni e le dotazioni interne.

Il motore è il leggendario flat six biturbo a 6 cilindri: 450 cavalli (trenta in più rispetto alla versione precedente) che spingono la Carrera S a 308 chilometri orari (306 la 4S) e da 0 a 100 in 3,7 secondi (3,6 la 4S).

Il package Sport Chrono migliora le prestazioni di 0,2 secondi. Mentre la modalità Porsche Wet incolla la vettura al manto stradale quando l’umidità lo rende scivoloso.

L’interno dell’ottava meraviglia del mondo Porsche regala ben più di qualche novità. Saltano subito all’occhio il decisivo sfoltimento dei pulsanti e la presenza di molta più elettronica e digitale.

Due schermi di fianco al contagiri e, al centro della plancia, lo screen centrale da 10,9 pollici del Porsche Communication Management.

Solo automatica, ma arriverà anche il cambio manuale

È emblematica, soprattutto, l’assenza del cambio manuale, presente in tutte le precedenti Carrera. Nel posto che occupava la leva spunta, invece, il moncherino del cambio semiautomatico PDK a otto marce. Una in più rispetto al passato: velocissimo e precisissimo.

Viene da pensare che gli ingegneri della Casa di Stoccarda, pur in sostanziale continuità con la tradizione, abbiamo voluto scommettere sull’adattamento dell’identità del modello a un mercato che ha sempre più gli occhi a mandorla.

A rasserenare i puristi del marchio la quasi certezza che la leva del cambio manuale sarà presto reintrodotta.

Come è andata sulle strade della Corsica

Nel frattempo, tuttavia, noi scommettiamo sui probabili mugugni dei tradizionalisti. Indispettiti, forse, da qualche concessione di troppo all’elettronica. Resta il fatto che la guida sulle strette strade di Corsica è piacevolissima. E il taglio delle curve preciso come un bisturi.

Il cambio automatico è perfettamente sincronizzato con le impennate del motore. Gli ausili alla guida non sono mai invadenti. Per questo ci sentiamo in dovere di tranquillizzare i tradizionalisti. Il sangue blu si tramanda, generazione dopo generazione. La Porsche 911 è l’ultima erede di una schiatta purissima. Per questo, sarà sempre una regina.

Davide Denina

Ultima modifica: 3 maggio 2019

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