Pirelli rinnova l’asse con ChemChina

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Pirelli e ChemChina non aspetteranno la scadenza dei patti per riconfermare la loro alleanza e Marco Tronchetti Provera, più che un’ad quasi un ‘deus ex machina’, non sembra pronto a passare la palla.

«Alla luce di quanto fatto insieme e dei risultati ottenuti, è vero – ha confermato l’ad  –. Con ChemChina stiamo percorrendo insieme il cammino per il rinnovo degli accordi» tra gli azionisti di Pirelli, che sarebbero scaduti nel 2020, con l’assemblea di approvazione del bilancio 2019.

La mappa dell’azionariato è stabile con Marco Polo al 45,52%, Camfin al 10,05% mentre il 6,24% è detenuta da Sova Capital (per conto di LLC Concern Rossium, la società a cui i russi di Lti hanno trasferito le azioni nell’ambito di un ‘repurchase agreement’).

L’accordo prevede l’impegno di LLC a ritrasferire a Lti, a scadenza, la proprietà delle azioni e a votare in assemblea sulla base delle istruzioni di Lti. Tronchetti ricorda le tappe del percorso fatto con gli azionisti di ChemChina, «a partire dal delisting, poi il successo con cui abbiamo riportato l’azienda in Borsa con un’ottima accoglienza da parte del mercato, fino ai risultati della nostra partnership in continuo miglioramento».

Non entra nel dettaglio dei contenuti e non fa riferimento alla sua riconferma alla guida del gruppo ma i suoi «destini» anche se solo patrimoniali sono legati a doppio filo a quelli della società lo dice lui stesso.

Il dividendo

Intanto Ning Gaoning, già cooptato nel consiglio Pirelli il 7 agosto dell’anno scorso, è stato nominato nella carica di consigliere e presidente con il voto favorevole di oltre l’87% del capitale rappresentato in assemblea. I soci hanno anche approvato il bilancio 2018 deliberando la distribuzione di un dividendo di 0,177 euro per azione ordinaria pari a un monte dividendi di 177 milioni di euro.

Ultima modifica: 16 maggio 2019