Pirateria stradale 2017, tutti i dati nell’analisi di Asaps

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Pirateria stradale 2017, ecco i dati. L’analisi di ASAPS, a firma del presidente Giordano Biserni, traccia un quadro autorevole e preciso. Ve lo proponiamo.

Chi sosteneva (in chiave critica) che dopo la legge n.41/2016  sull’Omicidio stradale, avremmo assistito ad una esplosione degli episodi di pirateria stradale grave, si è sbagliato.

I dati delle Omissioni di soccorso più significative nell’anno 2017 danno un quadro diverso sovrapponibile al dato della sinistrosità stradale globale. Secondo l’Osservatorio ASAPS  cala il numero delle piraterie stradali che sono state 1.113 nel 2017. In calo del 6,6% rispetto ai 1.192 episodi con fuga del 2016. Anche i feriti sono diminuiti in modo ancor più sensibile. Sono stati 1.256 i ricoveri lo scorso anno, con una diminuzione del 12% rispetto ai 1.428 ingressi al pronto soccorso del 2016. Con un calo a doppia cifra del 12%.

E’ un leggero incremento invece il numero delle vittime con 118 morti nel 2017 rispetto ai 115 del 2016. Tre lenzuoli bianchi in più stesi purtroppo sulle strade e un incremento del 2,6%.

Sono stati 597 i “pirati” identificati pari al  53,6%.  Denunciati in 507 casi  o arrestati in 90. Le manette sono scattate quindi solo nel 15%  contro il 15,5% dello scorso anno. A dimostrare che l’Omicidio stradale in questo caso non ha incrementato i “temuti” arresti.
La percentuale sale al 64,1% per le piraterie mortali, con 75 pirati omicidi identificati (45 denunciati e 30 arrestati) su 117 eventi fatali.

Ancora in calo i “pirati” risultati positivi al test alcolemico o a quello degli stupefacenti. Con una percentuale che si è fermata al 12,9%, e al 13,3% per gli episodi mortali. Nel 2016 sono stati complessivamente il 15,3%, mentre nel 2015 erano stati il 17,5%.

Bisogna poi considerare che la positività dei test condotti è riferibile solo agli episodi di pirateria nei quali il responsabile sia stato identificato, dunque 597 su 1.113. Spesso quando le forze di polizia identificano l’autore non ha più senso sottoporre il sospetto a controllo alcolemico o narcotest, perché sono trascorse ore o giorni dall’evento. 22 casi hanno rivelato la presenza di sostanze stupefacenti il 28,6% delle ebrietà.

Lo studio tiene conto anche della presenza di pirati stranieri, definiti per questo “attivi”. Sono stati 96  dei 597 pirati identificati il 16,1% (Il 21,4% nel 2016 è risultato essere forestiero). Sono stati invece 127  gli stranieri soggetti passivi di pirati, pari al 9,2% del totale fra feriti e deceduti.

L’ 87,4% degli atti di pirateria –  973  contro 140  – avviene di giorno.  Ancora una volta sono le categorie deboli della strada, in modo particolare bambini e anziani, a pagare un prezzo altissimo in termini di mortalità e lesività. 163 sono i minori coinvolti, 169  gli anziani coinvolti, rispettivamente l’11,9% e il 12,3%.

Tra i minori, quelli di età inferiore ai 14 anni, cioè i bambini, rimasti vittima di questo atto di vigliaccheria stradale gli episodi sono stati in tutto 84 (81 l’anno prima), 3 bambini sono rimasti uccisi come nel 2016, furono 2 nel 2015 (2,5%) e 86 feriti (6,8%).

Sono sempre i pedoni le prime vittime dei pirati della strada, coinvolti in 435 eventi: 62 i morti, pari al 52,5% dei decessi complessivi (in calo al 2016 quando furono 54e il 47% del totale dei morti), e 423 i feriti (33,6%). Infine i ciclisti: 193  gli episodi in calo rispetto ai 209 del 2016. Ma furono 155 del 2015. Le vittime tra i ciclisti lo scorso anno sono state 25 (21,2%) e i feriti 177 (14,1%), nel 2016 i ciclisti uccisi furono 22, pari al 19% e i feriti 209 (14,6%).

La geografia degli episodi vede ancora al primo posto ancora la Lombardia, con 179 episodi (16%). Al secondo la Campania con 120 (10,8%). Segue l’Emilia Romagna con 108 (9,7%). Poi  il Veneto con 99, Lazio 91, Toscana e Sicilia con 84 omissioni, il Piemonte 64 e poi tutte le altre regioni con numeri inferiori.

L’identikit del pirata? Sempre lo stesso. Nella maggior parte dei casi si tratta di uomini di età varie.  Quasi sempre sotto i 50 anni (solo 71 le piratesse, 11,9%) 5 in meno rispetto al 2016 quando furono 76, le bandane rosa si fermarono invece a 57 episodi nel 2015) spesso sotto l’effetto di sostanze alcoliche o stupefacenti e per questo decide di fuggire, sottraendosi alle proprie responsabilità.

Le scoperture assicurative

Hanno un rilievo consistente il timore di perdere i punti della patente e lo stesso documento di guida. Sempre più significativi anche i casi di veicoli con assicurazioni scadute o addirittura false. Specie nelle piraterie più gravi. Un aspetto questo che richiederebbe una riflessione ulteriore e che si coniuga con quel 12% di “scoperture assicurative”emerso dagli ultimi dati resi noti. Come dire che quando incrociamo dei veicoli sul nostro cammino 1 su 8 è scoperto!

Giordano Biserni

Presidente ASAPS

Ultima modifica: 19 giugno 2018