Pagani «Io, il mio amico Fangio e le auto da sogno»

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«Nel 2024 presenterò la mia prima supercar totalmente elettrica. Ma sulla mobilità ecosostenibile vedo in giro molta demagogia...».

Horacio Pagani, 64 anni, è un piccolo grande simbolo dell’Italia che crede nel futuro. Dallo stabilimento di San Cesario (Modena), escono ogni anno una quarantina di automobili da sogno.

Bolidi che costano milioni a chi può permetterseli. «Facciamo tutto in casa, come artigiani che si sentono artisti. Solo i motori vengono da Mercedes. Ma la mia è una storia italiana».

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Malgrado le origini argentine. «Sono arrivato qui a 27 anni. Il grande Fangio, cinque volte campione del mondo di Formula Uno, era il mio idolo e fu lui a suggerirmi che se volevo realizzare macchine spettacolari dovevo venire a Modena. Ho seguito il consiglio, non mi sono pentito. E ho un solo passaporto».

Italiano. «Esatto. Io adoro questo Paese. Ne vedo i limiti, non sottovaluto i difetti. Ma preferisco valorizzare il bicchiere mezzo pieno».

Pagani Zonda F

Forse siamo un popolo troppo critico con se stesso. «La mia azienda ha 170 dipendenti. Da poco abbiamo festeggiato i vent’anni della Zonda, il primo modello. È una sfida continua, eccitante».

Alla faccia dei pessimisti in servizio permanente effettivo. «Sa cosa dovremmo combattere? La prevalenza del senso del dovuto sul senso del dovere».

Tradotto? «Ho apprezzato molto l’ultimo libro del professor Ricolfi. Si parla di una società talvolta portata a compiacersi di quello che ha già, pronta a consumare le risorse accumulate da chi ci ha preceduto. E questo non va bene. Posso fare un esempio?».

Pagani Huayra

Prego. «Mi è capitato di fare colloqui per le assunzioni. Era giugno, il candidato era in gamba, lo avrei preso subito. Ma mi sono sentito dire: ho già prenotato le vacanze, non possiamo rinviare?».

Eccolo, il senso del dovuto. «O ancora trentenni che si presentano accompagnati dai genitori. A 30 anni, capisce?».

Mammoni forever. «Ma c’è anche tanto di buono e io guardo al futuro con pensiero positivo».

Nonché elettrico. «Pensi che nel 1994 collaborai con Renault per il primo modello ibrido, si chiamava Next: era una soluzione così avanzata che sul mercato non arrivò mai».

Pagani Zonda S

Non è ostile alla svolta green. «Il modello full electric Pagani sarà pronto nel 2024 ma confermo: sulla materia si fa tanta confusione. Io posso immaginare tante piccole auto elettriche nei centri urbani, nelle grandi città. Serve un approccio graduale».

Mica darà ragione al negazionista Trump? «No, però ci si dimentica come in buona parte venga prodotta l’elettricità: dal carbone e dal petrolio. Se tutti andassimo in giro con l’auto elettrica davvero diminuirebbe l’inquinamento?».

Allora Elon Musk, quello di Tesla, è un matto? «Anzi, lo ammiro molto, ma uno così può esistere solo in America, grazie ai capitali privati. In Italia sarebbe fallito dopo due giorni. Ecco un altro limite».

Beh, Horacio Pagani per fortuna è ancora qua. «Ho tante idee da realizzare!».

Leo Turrini

Horacio Pagani
Horacio Pagani

Pagani, chi è – Il genio del design nella Motorvalley di Modena

Horacio Pagani, nato a Casilda, in Argentina, nel 1955, ha iniziato fin da giovanissimo ad appassionarsi al mondo dei motori: a soli 14 anni trasformò una minimoto distrutta in un go-kart, per poi costruire la sua prima auto, una dune buggy, all’età di 17 anni.

Dopo la scuola superiore ha studiato design industriale alla facoltà di Belle arti dell’università di La Plata. Nel 1972 la costruzione della prima auto da corsa, la Pagani F2, ma il grande salto arrivò con il trasferimento in Italia dal 1983: prima con Lamborghini, poi in proprio dagli anni ’90 con Modena Design, l’antesignana della Pagani di oggi. Dall’esordio della Zonda nel 1999 è stata, dice Horacio, «una sfida continua, eccitante»

Pagani Huayra BC Roadster 16
Pagani Huayra BC Roadster

Ultima modifica: 8 gennaio 2020