Opel Astra, primo contatto. Nel 2023 la versione al 100% elettrica

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Opel Astra cambia passo e si presenta in Italia. Sarà ordinabile tra pochi giorni, da ottobre, arriverà in concessionaria a inizio 2022. Nuova Astra, col 1.2 benzina da 110 cavalli e cambio manuale ha un prezzo da 24.500 euro.

L’elettrica pura nel 2023

Tra qualche mese arriverà anche la versione station wagon, conosciuta nella passata generazione come Sports Tourer. Il completamento della gamma è fissato per il 2023, con l’arrivo di Astra-e, la versione al 100% elettrica. Come noto, dal 2028 in Opel in Europa commercializzerà solo auto elettriche.

In attesa di provarla su strada, abbiamo preso il primo contatto a Milano con la sesta generazione di Astra, che celebra i suoi 30 anni. Ha esordito nel 1991, subentrando alla mitica Kadett, nata nel 1936. A quei tempi Opel ai modelli dava i nomi ispirati ai gradi della marina militare tedesca, come anche Admiral e Capitan.

Per tre decadi è stata un successo, con 15 milioni di esemplari venduti. La nuova serie è la prima realizzata dopo l’entrata del Marchio in PSA e poi in Stellantis.

Essenza francese e carattere tedesco

Linfa francese per piattaforma (la EMP2, adottata da Peugeot 308, qui la prova di QN Motori) e meccanica. Ma tutto con specifiche tedesche. Nuova Astra è assemblata a Russelsheim in Germania, nel quartier generale di Opel, con stile, materiali, adeguamenti tecnici a sterzo e sospensioni di impronta teutonica.

Portata a distinguersi dalle parenti strette francesi, e in futuro forse anche italiane, in Stellantis.

L’approccio con nuova Astra conferma il cambio di passo, anche alla prima occhiata da pochi centimetri. La lunghezza resta identica (437 centimetri), ma la vettura è più bassa di 1,5 centimetri, soprattutto più larga di 5 cm, con un passo aumentato (1,3 cm) e sbalzi ridotti (-54 millimetri all’anteriore).

Complici il frontale con il Vizor, che racchiude fari, calandra nera (con i sensori) e nuovo logo, e il posteriore con la scritta Astra ben sviluppata e i gruppi ottici (tutti a led) orizzontali Astra si presenta più piantata a terra, “squat” per gli anglofoni: accovacciata, pronta a scattare.

Sobrietà e stile

La nuova immagine corrisponde alle sensazioni comunicate. Anche in abitacolo, dove la seduta è più bassa di 12 millimetri e come sempre sulle Opel le sedute sono certificate da AGR, l’associazione indipendente di medici esperti di postura, l’impressione la stessa.

Lo stile è sobrio, zero fronzoli, pochi elementi dominanti. Quali i due schermi digitali, di strumentazione e infotainment, integrati in un unico elemento che Opel chiama Pure Panel. Ci sono le informazioni essenziali, che possono essere personalizzate, e le allerte appaiono solo quando ce n’è bisogno. Pochi tasti, per i comandi più utilizzati e quindi immediatamente accessibili. Fila tutto liscio: anche le bocchette dell’aria sono annegate nel cruscotto.

Anche nel tunnel centrale è tutto levigato: niente leve, solo selettori per cambio (se automatico) e freno di stazionamento.

Il listino ufficiale sarà comunicato a giorni. Opel promette prezzi accessibili per le tecnologie avanzate quali di fari a led Matrix Intellilux, l’head-up display e il pacchetto completo di assistenza alla guida. Il modello di punta sarà la GS Line.

Opel Astra: sotto il vestito

I powertrain all’esordio saranno i benzina 1.2 turbo 3 cilindri da 110 e 130 cavalli (cambio manuale a 6 marci  o automatico a 8 rapporti), il Diesel 1.5 4 cilindri da 130 cavalli (manuale o automatico).

Al top di gamma le due versioni ibride plug-in. Con motore anteriore elettrico da 110 cavalli e il benzina 1.6 turbo da 150 o 180 cavalli. La potenza massima di sistema sarà di 180 o 224 cavalli. La batteria da 12,4 kWh permette una autonomia di 60 km completamente elettrico. Astra promette bene, vedremo come manterrà su strada le incoraggianti premesse.

Ultima modifica: 24 settembre 2021

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