Opel Astra 2019, prova su strada. Tre (cilindri) è il numero perfetto

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Tre è il numero magico di Astra, che porta all’esordio tre motori nuovi, made in Opel, non mutuati dal Gruppo PSA. Tutti propulsori tre cilindri. Due benzina, 1.2 (110, 130 e 145 cv) e 1.4 (145 cv) e un Diesel 1.5 (105 e 122 cv).

Tutti realizzati in Germania a Russelsheim e Kaiserslautern. Il più piccolo come evoluzione del 1.0, i due più grandi ex novo, eredità della precedente gestione General Motors.

L’obiettivo è stato raggiunto: 99 g/km di emissioni di anidride carbonica per il più piccolo dei benzina, 90 g/km per il motore a gasolio. Utili a tenersi al largo dalle multe previste a chi sforerà la media di 95 g/km dal 2020.

Rispondo alla normativa Euro 6D (in vigore dal 2021) e promettono consumi ridotti fino al 21%. Resta un quinto di carburante in più in serbatoio

Inedite anche le trasmissioni. Il benzina 1.4 è abbinato a un cambio CVT a variazione continua per essere più fluido nel traffico, senza però manifestare l’effetto di “trascinamento”, come gli scooter. Il 1.5 a gasolio può avere un nuovo cambio automatico a nove rapporti.

Il restyling di Astra è votato alla massima efficienza, sull’altare della riduzione delle emissioni di CO2. A partire dal design esterno, con qualche affinamento funzionale all’aerodinamica che è da record, con un Cx di 0,26 per la cinque porte e di 0,255 per la wagon, la Sports Tourer. Spicca riferimento all’ammiraglia Insignia nel frontale, con l’aero shutter, la griglia attiva.

Improntata all’efficienza, con una ottimizzazione di tutte le componenti. Affinati sospensioni e sterzo. Aggiornato l’abitacolo, con la strumentazione mista analogica e digitale e il display touch in plancia da 7 o 8 pollici.

Astra restyling sarà disponibile in tre allestimenti: GS Line, Business Elegance e Ultimate. Gli ultimi, i due più ricchi, dispongono dei funzionali e comodi sedili AGR, dei fari Intellilux led matrix e della telecamera posteriore digitale.

Passi in avanti , ma la forza sta nei motori. Solo tre cilindri, piccole cilindrate e creati per consumare poco ed emettere di meno.

Opel Astra 2019, prova su strada

Abbiamo provato Astra 2019 nei pressi di Francoforte sulla catena del Taunus. I nuovi motori compatti a tre cilindri hanno evidenziato le loro virtù.

Parsimoniosi se utilizzati con attenzione. I due benzina 1.2 e 1.4, pur con genesi diverse dispongono di una discreta coppia, tra 195 e 236 Nm. Ben utilizzabili oltre i 2.000 giri. In particolare il 1.4 ha ben figurato grazie al cambio CVT. Docile alle basse andature e fluido anche quando si spinge: una bella sorpresa.

I Diesel 1.5 non tradiscono. Specialmente il 122 cavalli abbinato al cambio automatico a nove marce (sostituisce il sei rapporti). Cede un po’ di coppia (285 Nm a 300) rispetto alla versione col manuale, ma resta la migliore opzione per i macinatori di chilometri.

Filtra qualche vibrazione dai tre cilindri: lo scenario è in ogni modo virtuoso. Sono nate per consumare poco ed emettere di meno, le Astra. Le percorrenze medie reali possono superare i 15 km/litro per le versioni a gasolio e avvicinarli con quelle a benzina. Ben coadiuvate da un comportamento sicuro, felice compromesso tra precisione (senza essere sportivo) e comfort.

Lunga vita ai motori termici

Al momento non sono state comunicate ufficialmente versioni ibride, inevitabilmente saranno della famiglia. Ora spazio ai propulsori termici. “Crediamo di essere lontani dalla fine dello sviluppo dei motori benzina e Diesel”.

I prezzi di Astra 2019 partono per la cinque porte da 23.800 euro e per la Sports Tourer da 24.800 euro.

Ultima modifica: 9 settembre 2019

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