Ok i conti FCA, ma la Borsa teme il futuro. Manley è soddisfatto

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Fia chiude il 2018 con un utile record a 3,6 miliardi di euro (+3%), ma crolla in Borsa per le previsioni deboli sul 2019.

Dopo una sospensione per eccesso di ribasso, il titolo ha perso ieri il 12,21%, scendendo a 13,38 euro a Piazza Affari. Il numero uno Mike Manley ha parlato di un «anno eccezionale» con una «performance record».

Mike Manley, CEO di FCA, e Jeep Compass

Che, grazie anche alla vendita di Magneti Marelli, permetterà di «tornare a distribuire un dividendo, cosa che non accadeva da un decennio».

La decisione finale sul dividendo sarà presa «a metà aprile» e Fca punta a un dividendo ordinario pari al 20% degli utili, oltre a quello straordinario da 2 miliardi, legato alla vendita di Magneti Marelli.

Un entusiasmo che, tuttavia, non ha tranquillizzato il mercato, focalizzato sul futuro. Non sono bastati gli annunci sui record raggiunti lo scorso anno: utile netto a 3,6 miliardi di euro (+3%), utile netto adjusted a 5 miliardi (+34%), 1,9 miliardi di liquidità, fatturato di 115,4 miliardi (+4%).

Le consegne globali hanno raggiunto i 4.842.000 veicoli (+102mila unità) e la quota di mercato negli Usa è salita al 12,6%. Sono state definite le controversie con le autorità americane e i consumatori in materia di emissioni dei motori diesel.

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Le previsioni sul 2019, però, hanno messo di cattivo umore i mercati. Le stime citate da Manley prevedono un utile per azione di 2,70 euro (contro 3 euro del 2018), per via di maggiori investimenti, ma anche per i costi in relazione alle pendenze sul Diesel negli Usa.

Il mol (margine operativo lordo ) stimato in 6,7 miliardi di euro è al di sotto delle previsioni degli analisti, comprese tra 7,1 e 8,6 miliardi di euro. Ma soprattutto si guarda al cash flow industriale, che per il 2019 Fca stima sopra 1,5 miliardi di euro contro i 4,4 miliardi nel 2018.

Le note negative vengono dall’Europa, dove la quota di mercato della società è calata al 6,5% per le autovetture e all’11,1% per i veicoli commerciali leggeri. L’aumento del 44% di Jeep non basta a compensare i minori volumi di Fiat. In Europa, ha annunciato Manley, saranno necessari dei tagli.

Nessun riferimento alle voci di un progressivo abbandono del mercato europeo da parte di Fca, per concentrarsi su zone del mondo più remunerative come gli Usa, la Cina, il Medio Oriente e altri Paesi emergenti.

Manley ha parlato di importanti partnership tecnologiche e del nuovo team che accompagnerà le strategie della casa automobilistica nel corso di quest’anno. «Vorrei trovare la migliore partnership per ogni particolare situazione», ha precisato sulle alleanze.

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Fiat 500e – 2017

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Elena Comelli

Ultima modifica: 8 febbraio 2019