Museo Morbidelli, all’asta le storiche moto

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A vedere il museo allestito da Giancarlo Morbidelli e a conoscere l’uomo che da solo aveva battuto sulle piste di tutto il mondo i suoi plotoni di ingegneri, si era spostato dal Giappone anche il fondatore del colosso Honda.

Perché Morbidelli, a livello di corse motociclistiche, era un mito: l’uomo solo, contro i colossi del settore. E dietro questa grande passione, una volta ceduta la fabbrica di macchine per il legno alla riminese Scm, questo geniaccio della meccanica, si era messo a collezionare moto.

Giancarlo Morbidelli, fondatore della casa motociclistica

Pezzi unici che arrivavano un po’ da tutto il mondo. Portati a Pesaro e restaurati nel suo laboratorio, l’ex capannone della fabbrica che aveva alla periferia della città.

Una storia costata tanti e tanti soldi, perché Morbidelli aveva costituito un unicum, almeno a livello nazionale, nel suo genere. Dentro anche le moto che aveva costruito e che avevano vinto quattro titoli mondiali, tre nelle 125cc ed uno nelle 250cc.

Pesaro, museo Morbidelli

E queste moto saranno le uniche che non finiranno all’asta, fra qualche mese, a Londra. Perché tutto il resto, oltre 300 esemplari, ha preso il volo alla volta dell’Inghilterra.

Davanti al museo Morbidelli si sono fermati, alcuni giorni fa, alcuni grandi bilici per caricare tutta la collezione che Morbidelli aveva sistemato su piedistalli, accompagnando ogni modello da una scheda tecnica.

Dentro il museo costruito in tanti anni, non solo la storia del motociclismo pesarese e italiano, ma anche a livello mondiale. La città e tutti gli appassionati hanno scoperto proprio attraverso il Carlino che tutto questo patrimonio sta prendendo il volo.

Pesaro, museo Morbidelli in vendita

Una decisione, quella della famiglia Morbidelli, che arriva dopo quattro anni di trattative con l’amministrazione locale per cercare di trovare una soluzione, soprattutto sotto il profilo finanziario.

A prendere la pesante decisioni anche il figlio del fondatore del museo, Gianni Morbidelli che è stato pilota di Formula 1 ed è stato, oltre che collaudatore, anche guida della Ferrari.

Pesaro, museo Morbidelli

A livello locale si erano attivati anche i dirigenti del registro storico Benelli per far entrare nella partita l’Asi e cioè il registro delle automobili storiche che era già intervenuto salvando la collezione Bertone di auto.

Ma il cambio di presidenza all’Asi ha fatto dilatare talmente tanto i tempi che quando si è aperta una possibile finestra la famiglia aveva già preso accordi con la casa d’aste inglese ‘Bonham’, specializzata proprio nella vendita di auto e moto storiche.

Tutte le motociclette sono state fotografate e schedate e poi impacchettate e spedite in Inghilterra.

Il valore di questa collezione?

Difficile da stabilire, ma si parla di qualche milione di euro. La famiglia ha fatto sapere che verranno mantenute nel museo solamente le moto Morbidelli che hanno partecipato al mondiale.

Nel pacchetto anche le Mba e cioè l’acronimo che sta per Morbidelli Benelli Armi, quando si stabilì l’alleanza tra il costruttore pesarese e Paolo Benelli della famiglia che ha fondato la casa motociclistica. Gianni Morbidelli qualche mese fa proprio al Carlino dichiarò «che si era stancato delle promesse fatte dalla politica, perché non c’era mai stato un fatto concreto». Ora si è arrivati alla conclusione tra lo sconcerto degli appassionati.

Maurizio Gennari

Pesaro, museo Morbidelli
Pesaro, museo Morbidelli

Ultima modifica: 1 agosto 2019

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