Motori automobilistici da competizione: tipologie

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L’automobilismo è uno sport individuale che prevede il gareggiare con un’automobile da corsa all’interno di un percorso chiuso alla normale circolazione, ad esempio in un autodromo o in un tracciato stradale. Le vetture sono realizzate seguendo le norme di un regolamento tecnico, che varia a seconda della competizione.

Per le case automobilistiche, questo sport ha sempre rappresentato un ottimo campo di ricerca tecnologica. Sono innumerevoli le innovazioni progettate e sviluppate sulle automobili da corsa, successivamente adottate anche su quelle stradali, contribuendo a migliorarne le prestazioni, l’efficienza e la sicurezza. Diverse sono, inoltre, le tipologie dei motori automobilistici da competizione.

Sia nelle gare di velocità che nelle gare di rally, la differenza parte dai regolamenti e dalle condizioni in cui si deve svolgere la competizione, poiché entrambe le situazioni dettano differenti scelte tecniche.

Le auto da Rally sono quasi tutte turbo ma ve ne sono alcune aspirate che hanno motori molto più potenziati. Le limitazioni tecniche nei Rally restringono l’accesso d’aria al motore e, di conseguenza, anche le potenze massime ottenibili. Raggiungere i 150 kmh, infatti, è raro, a meno che non siano le condizioni di gara a permetterlo e se si sia già in sesta marcia. Perciò, non convenendo viaggiare con elevate velocità ed un alto numero di giri, poiché il motore sarebbe privato d’aria, si opta per l’uso di coppia a basso numero di giri, soprattutto perché nei Rally si tratta spesso di fare forti accelerate a partire da una bassissima velocità, il che induce la coppia ad avere un ruolo più rilevante rispetto alla potenza, perché occorre la capacità di portare la massa ad una velocità elevata in pochissimi secondi.

Nelle gare di velocità, invece, la potenza è l’essenziale perché determina proprio la velocità massima. L’accelerazione principale, infatti, avviene soltanto in partenza, dopodiché entra in gioco la potenza e la capacità di mantenimento. I motori di Formula1 hanno, infatti, motori di un minimo di 6000 giri ed iniziano ad avere una vera spinta oltre i 10.000 giri.

Diversi sono, invece, i motori Power Unit della Formula E, il cui sistema propulsivo è composto da tre elementi: batteria, inverter e il motore vero e proprio, l’Mgu-K. Quando si accelera, la batteria fornisce energia all’inverter che a sua volta la passa all’Mgu-K, che fa muovere le ruote. In decelerazione, invece, si attiva il freno motore rigenerativo con la corrente che fa il percorso inverso: l’inverter, in questo caso, passa l’energia alla batteria, ricaricandola.

Ultima modifica: 23 luglio 2018