Moto elettriche: si cerca di risolvere il problema dell’autonomia

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Le moto a propulsione elettrica sono senza dubbio il futuro della mobilità.

Se la maggior parte della popolazione iniziasse a spostarsi con questi mezzi innovativi, si arriverebbe ad avere notevoli vantaggi. Oltre alla riduzione dell’ inquinamento atmosferico, con zero emissioni, si godrebbe della diminuzione dei costi del carburante che sarebbero così notevolmente contenuti.

Gli unici punti deboli del mercato delle moto elettriche sono i costi elevati d’ acquisto che hanno questo genere di veicoli e l’autonomia elettrica che non raggiunge purtroppo una durata elevata.

Un veicolo elettrico ha di media un’autonomia che non supera i 300 km; questo fa si che i motociclisti che praticano soprattutto turismo non scelgano questo mezzo come possibilità comoda e sicura per le loro mete a lungo raggio.

La soluzione del problema “autonomia elettrica “ però sembra essere finalmente arrivato! I risultati emersi dallo sviluppo di una ricerca canadese parlano di manganese. Grazie all’ impiego di questo elemento chimico, un team di esperti Canadesi dell’Università di Waterloo ha potuto dimostrare il miglioramento della performance di una batteria elettrica, e si può finalmente parlare di una svolta storica.

Gli studi della dottoressa Nazar e del suo staff di ricercatori affermano che le prestazioni di una batteria al litio-zolfo risultano modificate se si utilizza un nanosheet di biossido di manganese. La ricerca pubblicata qualche mese fa dimostra che questo elemento è in grado addirittura di triplicare la durata della batteria elettrica.

L’efficienza della batteria migliora proprio attraverso le nanosheet di biossido di manganese che sono in grado di trasformare il catodo di zolfo in un catodo a prestazioni elevate. In pratica, la reazione chimica che è stata testata dagli studiosi canadesi stabilizza lo zolfo, un materiale tra l’altro molto leggero, economico e abbondante in natura, rendendolo un materiale catodico eccellente e funzionale.

La dottoressa Nazar non ha fatto altro che rispolverare e migliorare vecchi insegnamenti già presenti nella letteratura dell’ 800, sul tema della chimica sulfurea, trovando il modo di non dissolvere velocemente lo zolfo ha scoperto la chiave di volta.

Questo importante passo avanti rappresenta la soluzione al problema dell’autonomia, benché i tempi di ricarica siano ancora molto differenti rispetto quelli di un pieno di benzina, si procede verso notevoli miglioramenti.

Questa scoperta potrebbe migliorare la fruibilità dei mezzi a propulsione elettrica, riducendo lo scetticismo storico verso questi veicoli e aprendo nuovi orizzonti nel mercato della mobilità del domani.

 

Ultima modifica: 11 giugno 2018