MINI Cooper SE ALL4 Countryman, la prova su strada

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L’ammiraglia di MINI è Countryman. Il “colosso” della gamma, la versione più prestigiosa e grande, lunga 4,3 metri, con la tecnologia più avanzata, grazie al suo powertrain ibrido plug-in rinnovato. E’ anche la più pesante, non un vantaggio questo. Quasi 18 quintali, circa 1.200 kg in più della capostipite del 1959, oltre 125 centimetri di lunghezza (43 cm rispetto alla tre porte attuale) in più. 

L’aggravio è perché le il legislatore, in Europa, ha cambiato le regole. Rispetto a sei decadi fa MINI deve affrontare un altro mondo, diverse esigenze e restrizioni. Si presenta schierando l’artiglieria pesante. Lo zenit della gamma, Cooper SE ALL4 Countryman, s’è rinnovata al pari delle altre versioni. Forma e sostanza, assieme all’irrinunciabile elettrificazione. Il crossover MINI esibisce paraurti più imponenti, abbinati a prese d’aria verticali, fari full led di serie e griglia aggiornata. Al posteriore nei gruppi ottici spicca la Union Jack. Rinfrescata e riconoscibilissima, inconfondibile.

Medesimo scenario per l’abitacolo, che si aggiorna con la piccola strumentazione digitale da 5 pollici, ma molto chiara e pratica. Ben accoppiata col grande display circolare che continente uno schermo da 8,8 pollici. Il binomio è di serie su questa versione PHEV. Lo scenario rimane classico, seppur aggiornato nelle funzionalità, più rapido e con la scheda sim. Chi viene da un’altra Countryman si troverà a suo agio.

Al volante l’accoglienza è ottima. I sedili profilati sostengono nella guida e offrono un buon comfort generale: dispongono del reggi-cosce allungabile e della regolazione lombare. Ogni guidatore ha la possibilità di sistemarsi al meglio. Il sistema ibrido plug-in, con la batteria installata sotto al divano, impone due sacrifici. Un bagagliaio lievemente meno capiente, 45 litri in meno rispetto alle altre Countryman (il 10% in sostanza), seppur con i plus della soglia vicina al suolo e dell’apertura elettrica. E la mancanza, più incisiva, della possibilità del divano scorrevole. L’abitabilità generale e la capacità di carico, rapportate alle dimensioni, in ogni modo restano più che accettabili.

Pecche? Non c’è Android Auto (c’è però l’integrazione Amazon Alexa Car) e nel pacchetto ADAS il mantenimento di corsia e il monitoraggio dell’angolo cieco. Va bene il go-kart feeling e via dicendo, ma seppur da accessori, certi sistemi dovrebbero essere disponibili su un’auto con questo listino.

Cuore elettrificato più efficiente

Il pezzo forte è il powertrain aggiornato. Con il 3 cilindri turbo benzina di 1.5 litri che muove le ruote anteriori da 125 cavalli ( erano 136 nella precedente versione), mentre il motore elettrico, che spinge al posteriore ha beneficiato di un aumento da 88 a 95 CV. La potenza di sistema è di 220 cavalli (quattro in meno di prima). La coppia è notevole, 385 Nm, mentre la batteria ha una capacità di 10 kWh (già aggiornata nel 2019 dai 7,6 kWh originari) e il tutto comporta un aggravio di peso di circa 200 kg: non poco, ma a batteria carica rende.

Nonostante il peso non banale lo sterzo è  sempre molto pronto, fin troppo: in rettilineo a volte va aggiustato. La Countryman ricaricabile si propone agile, lesta a reagire agli stimoli. Un po’ rigida di assetto, ma è proprio per questo che diverte. Spinta e trazione delle quattro ruote sono notevoli e le prestazioni rilevate sono meglio del dichiarato: resta sotto i 6”5 nello 0-100. I sei rapporti del cambio automatico risultano adeguati a ogni tipo di guida.

Quanto consuma

MINI Cooper SE ALL4 Countryman offre tre modalità. Auto eDrive, la più ecumenica, può arrivare fino a 80 km/h in elettrico, Max eDrive, che spinge fino a 135 all’ora con la batteria, e Save Battery, che preserva la carica per eventuali zone a traffico limitato. I dieci kilowattora a disposizione sono accreditati di una autonomia a zero emissioni di 61 chilometri. Nel nostro test una quarantina di km in elettrico sono risultati alla portata. La ricarica da presa domestica semplice è di poco meno di quattro ore: conviene rabboccare ogni volta che è possibile. Con la batteria carica, su un percorso misto di 100 km si possono mantenere i 25 km/litro di percorrenza in modalità ibrida. 

Senza gli elettroni degli accumulatori i consumi diventano quelli di una vettura che pesa 1.790 kg con 220 cavalli e la trazione integrale: non si fanno miracoli. La disattivazione e l’attivazione di uno dei due propulsori è davvero discreta, quasi inavvertibile. Ma non può fare miracoli. 

Parecchia tecnologia, che si paga. La Countryman in prova, partendo da 40.600 euro di listino, è lievitata con oltre 15.500 euro di accessori: quasi il 40%. Tocchi di classe, come i bei cerchi da 18”, gli interni in pelle, il volante sportivo, i sedili elettrici, la ricarica wireless dello smartphone ed altri servizi con Connected Navigation Plus. Bisogna stare attenti a non farsi prendere la mano di fronte a un offerta di optional davvero allettante.

Ultima modifica: 30 agosto 2021

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