Mini Cooper S E Countryman ALL4, come va l’ibrida tutto pepe

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Ibrido caldo. Con Cooper S E Countryman All4 Mini abbraccia la svolta sostenibile senza rinunciare a quella vocazione sportiva che ne fa da quasi sessant’anni un’icona di stile e passione.

Non è casuale la location scelta dal costruttore britannico per presentare la prima ibrida plug-in della sua storia: la fondazione Riccardo Catella, edificio di fine ottocento, esempio di riconversione industriale, incastonato nel cuore della ‘nuova’ Milano, a pochi metri dal Bosco Verticale di Stefano Boeri.

Uno scenario perfetto per lanciare la Countryman ‘green‘, capace di percorrere sino a 42 chilometri a zero emissioni. L’inglesina ibrida abbina un benzina a tre cilindri 1.5 da 136 cavalli a una propulsione elettrica da 88 cavalli, alimentata da una batteria agli ioni di litio da 7,6 kWh.

La “power unit”, in totale, vale 224 cavalli di potenza massima, con una coppia di 385 Newton/metro erogata già da 1.250 giri contro i 280 Nm da 1.350 giri della versione Cooper S a benzina da 192 cavalli. Numeri che si traducono in un’accelerazione da 0 a 100 in soli 6,8 secondi, cinque decimi in meno del due litri benzina, e in una velocità massima che sfiora i 200 orari.

Mini Cooper S E Countryman ALL4, come va

Sostenibile e ‘cattiva’, così come l’abbiamo testata sulle ripide salite che lambiscono il Lago di Como. Countryman ibrida non vacilla neppure al cospetto del muro di Sormano, spauracchio del ciclismo epico e moderno. Se la merita tutta quella “S” riservata alle varianti prestazionali di Mini. Tre i programmi di guida a disposizione, da scegliere con l’apposito pulsante eDrive. In modalità “Auto” è la macchina a decidere come miscelare l’azione del motore termico e di quello elettrico, comportandosi da normale ibrida a trazione integrale. Selezionando “Max” si viaggia invece solo a elettroni, raggiungendo fino a 125 chilometri orari.

E’ chiaro che il ‘piede’ va dosato, altrimenti il benzina entra in gioco ben prima della soglia. Altrettanto vero è che bisogna prestare attenzione a non abusare della modalità a zero emissioni, altrimenti la batteria si scarica. Può essere utile, quando si scende sotto il livello di guardia, adottare la terza opzione di guida, ovvero quella “Save Battery” che, viaggiando con motore termico a due ruote motrici, consente di recuperare energia e mantenere la carica oltre il 90%. Esternamente, questa Countryman si differenza dalle versioni tradizionali per alcuni dettagli. Come la “S” gialla in coda, sulla calandra del radiatore e sui battitacco.

Qualche piccola rinuncia

Le batterie, sotto il vano posteriore, ‘rubano’ alcuni centimetri al bagagliaio. Con la capacità che scende di 45 litri: 405 contro i 450 delle Countryman non ibride. Giù anche il serbatoio, da 51 a 36 litri.

Passando ai tempi di ricarica, per un pieno di elettroni da una normale presa di corrente sono necessarie 3 ore e 15 minuti, due ore e mezza dalla colonnina. Per quanto riguarda i consumi, Mini dichiara 2,3 litri/ 100 chilometri in ciclo misto. Infine, i prezzi. Cooper S E Countryman All4, già in vendita, parte da 38.050 euro. Ovvero 4mila in più del benzina da 192 cavalli. La casa britannica, in Italia, conta di piazzarne 200 all’anno.

Michele Sabattini

Ultima modifica: 1 luglio 2017

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