Michelin, Menegaux: progressivamente arriveremo a zero emissioni

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Florent Menegaux, CEO di Michelin  ha parlato chiaroa Movin’on Summit. L’evento è il manifesto della mobilità, tecnologica e sostenibile, imminente e ventura. Orchestrato alla grande da un colosso come Michelin, che a Montreal, nel Quebec, ha convocato da tutto il mondo start-up e pensatori.

Lo stiamo toccando con mano e ovviamente il Marchio francese ci mette del suo. Per “passare dall’ambizione alla azione“. Dai buoni propositi, alla sostanza. Uptis, i futuristico prototipo di gomma-ruota senza aria e ricostruibile fino a 6 volte, è il simbolo dell’evento: da mettere in strada entro il 2024.

Il gigante francese non sta a guardare. Ne abbiamo parlato con Florent Menegaux.

Quello che non sembra possibile oggi, lo sarà domani. Gli obiettivi che ci siamo posti, potranno essere raggiunti tramite la tecnologia“.

La visione di Menegaux è concreta, verosimile. “Michelin è un produttore di pneumatici, prima di tutto. Ora sono il 90% del nostro business. Tra dieci anni saranno circa il 65%. Nel frattempo svilupperemo servizi e materiali altamente tecnologici“.

La forza di Michelin sta nella ricerca e nello sviluppo. “Abbiamo sviluppato grandi tecnologie, abbiamo grandi progetti. Allargheremo le conoscenze sviluppate sui pneumatici anche ad altri rami. Per essere pronti a una sfida a tuto tondo”.

L’obiettivo “carbon zero” per il 2050 non è utopistico?No, è molto ambizioso. Ma con i progressi può essere raggiunto. Il primo passo che stiamo cercando di completare è quello del riciclo al 100% dei nostri prodotti. Assieme a una durata superiore dei pneumatici a una minore resistenza nel rotolamento per minori consumi e a garantire una  sempre maggiore“.


Le fusioni o gli accorpamenti (FCA-Renault o PSA-Opel) vanno per la maggiore negli ultimi tempi del mondo dell’auto. Mengaux vede un futuro diverso per Michelin. “Non parlo di questioni che non si sono ancora concretizzate. Se Michelin può allearsi con un altro colosso della gomma? Non posso dire di no, come non posso dire che ci stiamo pensando

Menegaux è conscio Michelin deve crescere, ma anche che ha radici robustissime.

Michelin è glocal. Globale e locale. La nostra visione e la nostra ricerca è orientata a tutto il mondo. Ma in Italia pensiamo da italiani e per gli italiani. In Cina per da cinesi e per i cinesi. Negli Stati Uniti siamo americani e per gli americani. Pronti a soddisfare i nostri clienti, con le esigenze che sono cambiate. Non ci chiedono qualità ritenute indispensabili venti anni fa. La tecnologia ha fatto progressi enormi, noi stiamo al passo”.

Ultima modifica: 6 giugno 2019

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