Il mercato delle flotte aziendali trascina la ripresa. Noleggio e nuovi trend

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«Stiamo assistendo a un passaggio graduale dal modello di mobilità individuale. Fondato sulla proprietà dell’auto a uno basato sulla condivisione».
L’analisi, che fotografa una svolta importante, è di Andrea Cardinali, presidente di Aniasa, l’associazione confindustriale delle società dell’autonoleggio. Che prende lo spunto dalle cifre sulle immatricolazioni del settore e sull’espansione dei diversi segmenti per testimoniare la fine della crisi dopo il crollo iniziato nel 2007 e la timida ripresa avviata nel 2014.

Si assiste a un nuovo ciclo di sviluppo che potrebbe continuare per alcuni anni su ritmi sostenuti.  A differenza dal passato, non sono più solo le aziende del noleggio a lungo termine a trainare il gruppo. L’attuale fase è guidata anche dalle flotte con poche unità di veicoli e dai professionisti con partita Iva.
E dietro l’angolo s’intravvedono altri due grandi serbatoi potenziali di domandai I privati con codice fiscale (cioè la clientela privata tout court) e i veicoli commerciali leggeri.

Senza dimenticare la spinta verso la svolta offerta dal car sharing. Che già alla fine del 2016 ha superato la soglia del milione di tessere di iscrizione. Con oltre 6,2 milioni di noleggi e con Milano e Roma città d’elezione dell’auto condivisa, seguite da Torino e Firenze.

A decretare il successo dell’auto condivisa è stata la diversificazione delle flotte. Che oggi annoverano diverse tipologie di auto dalle ibride alle elettriche per finire agli scooter.  Un’ulteriore spinta al car sharing è venuta dalle concessioni offerte dai Comuni. Più parcheggi, ingresso nei centri storici, corsie preferenziali e costo del servizio legato al tempo effettivo di utilizzo.

Le flotte aziendali rappresentano sempre l’80% del business di questo settore. Mentre il nuovo filone è rappresentato dai privati che hanno già firmato 15 mila contratti con le società del noleggio, affiancati dai professionisti e dal popolo delle Partite Iva.

Come agiscono le Case Auto

Le Case automobilistiche si sono accorte della potenzialità di questi nuovi soggetti. Ai quali sono dedicate soprattutto le versioni Business dei diversi modelli sul mercato. Con dotazioni e optional studiati apposta per questa clientela emergente. L’arricchimento della vettura è mirato a apparati essenziali. Per la sicurezza e di aiuto alla guida, lasciando da parte ogni tipo di optional destinato a sollecitare il desiderio. In sostanza modelli “no frill”, senza fronzoli.

Il noleggio a breve termine, la terza gamba su cui si regge il settore, è riuscito a cogliere in maniera efficace la ritrovata domanda turistica e di affari. L’utilizzo del “veicolo a tempo” ha allargato il suo bacino d’utenza. Grazie anche a una maggiore segmentazione dell’offerta che va dal low cost al Premium passando dall’offerta generalista.

Roberto Mazzanti

Ultima modifica: 3 luglio 2017