Mercato auto a settembre, crollo di un terzo rispetto al 2020: -32,7%

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Crolla il mercato auto a settembre. Quasi un terzo: –32,7% rispetto nel 2019. Continua senza sosta la caduta condizionata negativamente dalla crisi dei componenti elettronici e dall’esaurimento degli incentivi. Nel mese di settembre le nuove immatricolazioni sono ammontate a 105.175 unità, cioè 51.200 vetture in meno e un calo del 32,7% rispetto alle 156.357 auto immatricolate a settembre 2020, mentre rispetto alle 142.525 immatricolazioni dello stesso mese del 2019 la flessione è del 26,2%. Il dato complessivo dei nove mesi indica una perdita di oltre 300.000 veicoli con una flessione del 20,6% (a 1.165.491 unità) rispetto allo stesso periodo 2019.

Il forte calo di settembre è determinato dal sovrapporsi di due pesanti crisi congiunturali: da un lato la prosecuzione della carenza delle forniture legate alla cronica crisi dei microchip, che causa forti ritardi nella consegna di moltissimi veicoli e rallenta le vendite in tutti segmenti di mercato; dall’altro l’esaurimento delle risorse destinate all’Ecobonus, che in due giorni ha visto dissolversi anche i fondi che nelle scorse settimane erano stati trasferiti dall’Extrabonus per supplire a un primo esaurimento dell’Ecobonus già in piena estate.

Michele Crisci
Michele Crisci

Il continuo stop and go degli incentivi – afferma il Presidente dell’UNRAE Michele Criscinon aiuta certo il mercato dell’auto ad agganciare l’attuale fase di ripresa dell’economia nazionale e a ridurre l’handicap dovuto alla crisi dei semiconduttori. Ribadiamo perciò il nostro appello al Governo affinché faccia rientrare il finanziamento dell’Ecobonus all’interno di una strategia di lungo periodo per l’intero settore dell’automotive, il cui rilancio farebbe anche aumentare ulteriormente il Pil oltre il livello previsto nella Nota di aggiornamento del Def, viceversa dal settore automotive arriverà un pesante contraccolpo”.

Secondo Crisci, “l’occasione per consolidare le buone intenzioni che il Governo Draghi ha finora mostrato è la prossima Legge di Bilancio. In quella sede – aggiunge il Presidente dell’UNRAE – è opportuno introdurre programmi e interventi risolutivi, avviando una corretta strategia di lungo periodo in linea con il percorso di decarbonizzazione, in cui rientra anche lo svecchiamento del parco circolante”.

Auspichiamo venga quanto prima dato seguito al Tavolo Automotive, dove siamo pronti a portare le nostre proposte, come sempre, in modo costruttivo. È opportuno – sottolinea Michele Crisci – indirizzare risorse verso un programma di sostituzione delle auto più inquinanti con vetture di nuova generazione, realizzare un piano concreto di sviluppo e attuazione urgente delle infrastrutture di ricarica ad alta potenza su tutto il territorio italiano con specifico riferimento alle nostre autostrade e rivedere con sollecitudine la fiscalità sull’auto in generale e sulle auto aziendali in particolare”.

Dall’analisi della struttura del mercato di settembre, a confronto con lo stesso mese 2020, emerge un calo sostenuto per tutti gli utilizzatori. I privati si posizionano al 66,6% di quota (2 punti in meno di un anno fa), ma in crescita rispetto al 62,4% dei primi 9 mesi, grazie agli incentivi. Le autoimmatricolazioni, con un progressivo pesante calo dei volumi, si fermano al 9% (9,8% in gennaio-settembre); il noleggio a lungo termine scende al 16,8% rispetto al 17,3% dei primi 9 mesi. Con una flessione di oltre la metà delle immatricolazioni, il noleggio a breve termine retrocede su una quota di minimo dell’1,6%, rispetto al 5,1% del cumulato gennaio-settembre. Le società, con il calo inferiore fra gli utilizzatori, salgono al 6% di quota di mercato (5,4% nei 9 mesi).

Fra le alimentazioni, nel mese flettono solo benzina e diesel che scendono rispettivamente al 25% e al 19,1% del totale (30,5% e 20,5% nel cumulato). Il Gpl arriva a rappresentare il 9,4% delle preferenze, rispetto al 7% dei primi 9 mesi, mentre il metano rimane abbastanza stabile, con una quota al 2% del totale (2,2% nei 9 mesi).

Gli incentivi continuano a sostenere la forte avanzata delle elettrificate: le ibride arrivano al 31,3% di quota (28,2% in gennaio-settembre), con le “full” hybrid al 7,5% e le “mild” al 23,8%. Le plug-in (PHEV) raggiungono il 5,2% (4,5% nei 9 mesi), mentre le elettriche pure (BEV) balzano all’8% di quota, doppiando quella del cumulato (4%).

Sotto il profilo dei segmenti, in calo nel mese, rispetto al cumulato, la quota delle utilitarie (B) e delle medie (C), salgono le city car (A), le medie superiori (D) e il segmento E, sostanzialmente stabile l’alto di gamma.

Tra le carrozzerie, nel mese – rispetto al cumulato – cresce la rappresentatività delle berline, market leader al 45,5% del totale, leggera contrazione di quota per i crossover, mentre cresce quella dei fuoristrada, che sommati coprono il 48,6% delle preferenze.

Le aree geografiche in settembre evidenziano un recupero del Nord Ovest al 30,5% di share, scende il Nord Est al 28,5% (sostenuto dal noleggio senza il quale perderebbe oltre 5 punti), in crescita anche l’area centrale e meridionale (rispettivamente al 23% e al 12,2%), stabili al 5,7% le Isole.

Scendono del 12,7% le emissioni medie di CO2 delle nuove immatricolazioni, a 114 g/Km rispetto ai 130,6 g/Km del settembre 2020. Nei primi 9 mesi le emissioni calano del 10,1% a 121,9 g/Km (135,6 g/Km in gennaio-settembre 2020).

Le montagne russe degli incentivi

L’analisi delle immatricolazioni per fascia di CO2, evidenzia una riduzione di quota delle vetture incentivate della fascia 61-135 g/Km, al 62,5% del totale, per la mancanza di prodotto legata alla crisi dei microchip. Accelera invece la crescita di quota delle fascia 0-20 g/Km che insieme alla 21-60 g/Km si posiziona su una share combinata del 12,7%. Due decimali perde ancora la fascia da 136 a 190 g/Km (al 20,7% di quota), stabili all’1,7% del totale quelle penalizzate dal malus oltre i 190 g/Km di CO2.

Sul mercato dell’usato nel mese di settembre si registrano 300.654 trasferimenti di proprietà al lordo delle minivolture, in calo del 17,1% sul 2020. Nei primi 9 mesi i 2.589.483 passaggi indicano un incremento del 24% sul 2020, ma una flessione del 17,3% sullo stesso periodo 2019.

Ultima modifica: 1 ottobre 2021