Mercato auto a luglio -0,1%, ma il parziale del 2019 è negativo (-3,1%)

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L’auto arranca, la situazione economica, la lotta (stolta) al Diesel e l’incertezza politica frenano il mercato. In luglio sono state immatricolate 152.800 autovetture contro le 152.949 del luglio 2018.

Vi è quindi un piccolissimo calo (-0,1%). Il consuntivo dei primi sette mesi chiude invece con un calo più consistente (-3,1%). La situazione del mercato dell’auto è quindi lievemente peggiore di quella dell’intera economia che, come è emerso anche dal dato diffuso ieri sul Pil, nel secondo trimestre dell’anno, è in stagnazione.

FCA in affanno nonostante i buoni profitti. A luglio Fiat Chrysler Automobiles ha totalizzato 34.337 immatricolazioni, con un calo del 19,30%. Molto bene  Lancia (+24,78%) con Ypsilon. Ok anche Jeep (+3,1%. Down per Maserati (-18,45%) e Fiat (-24,47%) e altro crollo per Alfa Romeo (-55,82%).

Struttura  del mercato auto a luglio 2019

Sul fronte delle alimentazioni, luglio conferma una flessione del diesel pari a -27,5%, che al netto del noleggio arriverebbe addirittura pari a -32,9%. La riduzione di quota è di 14 punti, al 37,2% del totale. Nel cumulato il calo del diesel è del 24,2% (-28,6% depurato dal noleggio) al 42% di rappresentatività (-11,6 p.p.). Le immatricolazioni a benzina segnano in luglio una crescita del 35,1% (in linea il dato depurato dal noleggio), con una quota che raggiunge nel mese il 44,8% del totale (+11,7 punti) e il 43,5% (+10,1 p.p.) nel cumulato gennaio-luglio.

Buona la performance delle vetture ibride, che nel mese ridimensionano però la crescita ad un +8,8%, e rappresentano il 5,7% del totale mercato, mentre nei 7 mesi l’incremento è del 27,1%, al 5,4% di quota. Torna a crescere il metano (+17,9% nel mese) al 2,6% di quota in luglio e all’1,7% nei 7 mesi ed un’ottima performance caratterizza il Gpl (+12,6% in luglio), al 9,2% del totale.

Le vetture elettriche crescono in luglio del 45,7% (0,6% di quota), che al netto del noleggio diventa un considerevole +246,7% (ma con una quota che è pur sempre dello 0,5%). Nel periodo gennaio-luglio la crescita è del 103,8% (+200,5% al netto del noleggio) e la sua rappresentatività raggiunge lo 0,5% del totale mercato (0,4% al netto del noleggio).

Previsione CSP, nel 2019 saranno 1.835.000 le auto immatricolate

Secondo l’ultima previsione del Centro Studi Promotor nell’intero 2019 le immatricolazioni dovrebbero attestarsi a quota 1.835.000 unità con un calo del 4% sul 2018 e di ben il 26,4% sul massimo ante-crisi del 2007. Come è evidente, la situazione del mercato dell’auto è influenzata dal quadro economico che, non solo è di stagnazione, ma è anche caratterizzato da un prodotto interno lordo che è ancora ben lontano dai livelli ante-crisi e ciò a differenza di tutte le economie avanzate del mondo per le quali la crisi del 2008 è stata ampiamente superata nel giro di pochi o pochissimi anni.

Il quadro economico è indubbiamente il più importante fattore di freno del mercato automobilistico italiano che, come si è detto, si sta attestando su un livello di immatricolazioni di poco superiore a 1.800.000 unità all’anno, mentre il volume di immatricolazioni fisiologico per assicurare la normale sostituzione di un parco circolante di oltre 39 milioni di autovetture, come quello italiano, dovrebbe attestarsi intorno a 2.200.000 immatricolazioni all’anno.

La situazione dell’economia non è tuttavia l’unico fattore di freno alle vendite che infatti, come si è visto, stanno andando peggio dell’intero contesto economico italiano. Sulla propensione all’acquisto di auto da parte degli italiani, oltre al quadro economico, pesano infatti anche altri fattori.

Diesel all’angolo

Da una rilevazione campionaria sui concessionari condotta dal Centro Studi Promotor a fine luglio emerge che il principale fattore di freno del mercato dell’auto, oltre alla situazione economica generale, indicata dal 79% degli intervistati, è la demonizzazione del diesel (67% di indicazioni) che sta inducendo molti proprietari di auto diesel a rinviarne la sostituzione ormai matura sia perché non esiste sul mercato una soluzione conveniente e versatile come il diesel sia perché le quotazioni dei diesel usati sono in calo.

Sempre dall’inchiesta del CSP emerge poi che, oltre a quelli citati, vi sono anche altri fattori di freno alle vendite di auto, come in particolare la politica del Governo che viene indicata come freno alla domanda dal 34% degli intervistati.

Il commento di Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor

In effetti manca in Italia (e non solo in Italia) una politica per accompagnare la rivoluzione dell’auto e della mobilità che è già cominciata e che oltre all’avvento dell’auto a guida autonoma vedrà il progressivo affermarsi di veicoli con livelli di emissione sempre più bassi”.

Meno Diesel, più CO2

Ultima nota, con il calo delle vendite dei Diesel non si arresta l’incremento della CO2 media ponderata che a luglio raggiunge i 119,7 g/km nel mese (+4%) e i 119,8 g/km nei 7 mesi (+5,7%).

Ultima modifica: 1 agosto 2019