Mercato auto in rosso a gennaio 2019, -7,55%

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Il 2019 comincia male per il mercato dell’auto: a gennaio -7,55%. Secondo i dati diffusi oggi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in gennaio sono state immatricolate 164.864 autovetture con un calo del 7,55% sullo stesso mese del 2018.

Struttura del mercato auto a gennaio 2019

Nella scomposizione delle vendite per motorizzazione, il diesel in gennaio evidenzia una flessione del 31,4% con oltre 30.000 vetture in meno immatricolate, scendendo al 41,1% di quota di mercato, oltre 14 punti in meno del gennaio 2018. Il tutto a vantaggio della benzina che diventa la motorizzazione più rappresentativa del mercato, raggiungendo il 45,1% del totale (+12,6 p.p.), incrementando i volumi del 27,8%.

Anche le vetture ibride crescono del 17,8%, confrontandosi comunque con il +51% del gennaio 2018 e salendo al 5,1% del totale mercato (+1,1 p.p.), caratterizzate in parte da una fase di attesa dei clienti privati in vista dell’introduzione del bonus per le vetture fino a 70 g/km di CO2 a partire dal 1° marzo prossimo, mentre risultano sempre dinamici gli acquisti di noleggio e società.

Un certo rallentamento delle vendite sta interessando anche le vetture elettriche che segnano una crescita contenuta al +9,3% (allo 0,2% di quota), le principali beneficiarie del bonus. Il Gpl in gennaio segna una crescita dell’8,2%, salendo al 7,3% di quota, mentre il metano perde quasi la metà delle vendite, scendendo all’1% del mercato totale.

Gian Primo Quagliano

Mercato auto in rosso, le cause

A parere di Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, questo risultato negativo è dovuto essenzialmente a tre cause.

La prima è il fatto che nel nostro Paese, ma anche in altri mercati importanti come quello della Germania, i potenziali acquirenti di autovetture avvertono che l’automobile è arrivata sulla soglia della transizione verso nuove forme di alimentazione e verso vetture tecnologicamente molto più avanzate di quelle che hanno fin qui conosciuto. Questa consapevolezza e l’incertezza sui tempi della transizione che si annuncia si traducono spesso in un rinvio di decisioni di acquisto che in altre condizioni sarebbero già mature.

Mercato auto gennaio 2019, Top 10 per segmento

Un secondo fattore di freno della domanda è dovuto poi al fatto che, come nello scorso anno, alcune importanti case automobilistiche stanno privilegiando i canali di vendita più remunerativi ed in particolare annullano o riducono l’offerta di vetture “usate con chilometri zero”, cioè di vetture praticamente nuove, ma già immatricolate, che vengono poste sul mercato a prezzi particolarmente contenuti.

Il terzo fattore di freno è la crescente consapevolezza da parte delle famiglie e delle imprese che l’economia italiana è in frenata, come conferma il dato sul Pil diffuso il 31 gennaio, dato che sancisce una nuova entrata del Paese in recessione.

Mercato auto gennaio 2019, Top 50 delle auto più vendute

Cosa ne pensano gli operatori del settore

Ovviamente questa situazione desta preoccupazione negli operatori del settore, ma è assolutamente da escludere che l’impatto sulle vendite possa essere anche soltanto lontanamente paragonabile a quello del crollo che si ebbe nella crisi iniziata nel 2008.

Dall’inchiesta congiunturale mensile condotta dal Centro Studi Promotor sui concessionari auto emerge infatti una ragionevole cautela sul prevedibile andamento della domanda, ma per gennaio viene segnalata una discreta tenuta degli ordini unita ad una buona affluenza di visitatori nelle show room, visitatori richiamati anche dalle molte novità offerte dalle case automobilistiche.

Le previsioni

Per quanto riguarda le previsioni gli operatori interpellati manifestano poi giudizi sostanzialmente in linea con quelli espressi nell’ultima parte del 2018. In particolare in gennaio il 69% degli interpellati ipotizza a tre/quattro mesi domanda stabile o in aumento, mentre il 31% è pessimista. Secondo il Centro Studi Promotor il quadro di inizio anno è coerente con la previsione di un mercato 2019 in moderato calo sull’anno precedente.

Ultima modifica: 1 febbraio 2019