Mercato auto a giugno 2,1%. Calo del 3,5% nel primo semestre 2019

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Auto sott’acqua, a giugno il mercato ha segnato -2,1% e -3,5% è il magro bilancio dei primi 6 mesi del 2019. Nello specifico, le immatricolazioni di autovetture sono state 171.626 con una contrazione del 2,1% su giugno 2018, mentre il bilancio del primo semestre chiude a quota 1.082.197 con un calo del 3,5%.

Dal punto di vista delle aree geografiche nel mese l’unica in territorio positivo è il Nord Est, mentre nel semestre segnano tutte un calo. L’analisi al netto del noleggio rafforza la flessione per le due aree del Nord Italia e per il Centro.

Continua l’incremento della CO2 media ponderata a 119,2% nel mese (+4,9%) e 119,8% nel 1° semestre (+5,9%).

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Secondo il Centro Studi Promotor non ci sono le condizioni per una ripresa nel secondo semestre. Dall’inchiesta congiunturale mensile sul mercato dell’auto condotta dal CSP a fine giugno emerge infatti che il 48% dei concessionari si attende domanda in calo nei prossimi mesi, mentre per il 50% le vendite si manterranno stabili sui bassi livelli attuali. Ne consegue che le immatricolazioni, che avevano toccato quota 1.910.564 nel 2018, dovrebbero attestarsi a fine anno a 1.835.000: un livello inferiore al massimo ante-crisi del 2007 di ben il 26,4%. E ciò mentre i livelli ante-crisi sono stati già da tempo raggiunti dagli altri grandi mercati europei.

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Secondo Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, gli elementi che determinano l’attuale insoddisfacente situazione del mercato italiano dell’auto vanno ricercati sia nel quadro economico che in fattori negativi specifici del comparto. L’attuale situazione dell’economia sta incidendo sul clima di fiducia sia dei consumatori che delle imprese che sono entrambi in calo in giugno. Numerosi elementi gravano negativamente sulle decisioni di acquisto di un’automobile. Preoccupa innanzitutto la situazione dell’economia che è di stagnazione con una chiara tendenza al peggioramento dato che le previsioni più accreditate indicano in calo il Pil nel secondo trimestre del 2019.

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E a ciò si aggiunge che le famiglie e le imprese sono preoccupate per l’incombere di una procedura di infrazione da parte dell’Unione Europea e per il fatto che non sia stato ancora scongiurato il pericolo di un aumento dell’Iva. E’ evidente che in un quadro di questo tipo un numero rilevante di potenziali acquirenti tende a rimandare la sostituzione di autovetture ormai pronte per essere dismesse con la conseguenza di ingrossare il serbatoio di domanda di sostituzione insoddisfatta accumulatasi durante la crisi.

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A ciò si aggiunge che vi sono anche, come si accennava, elementi di freno della domanda specifici del comparto. Per quanto riguarda le auto aziendali utilizzate come beni strumentali è venuto meno nel 2019 il sostegno dei superammortamenti, mentre sia per le aziende che per i privati continua a pesare la demonizzazione del diesel. Le auto con questo tipo di motorizzazione sono state acquistate in passato in larga misura sia da soggetti desiderosi di contenere i costi di esercizio senza sacrifici in termini di prestazioni e facilità di impiego dell’auto.

Mercato auto a giugno, continuano i dubbi sul Diesel

La demonizzazione del diesel (consistente nella minaccia di crescenti limitazioni nella possibilità di utilizzare questo tipo di auto) sta inducendo molti automobilisti, non ad accelerare la sostituzione del loro diesel (come forse qualcuno sperava), ma a rinviarne la sostituzione in attesa di trovare una soluzione alternativa altrettanto conveniente. A ciò si aggiunge che il calo delle quotazioni dei diesel usati rende ancora più difficile la sostituzione. Basti pensare che, secondo una rilevazione del Centro Studi Promotor sui concessionari, in una scala da 1 a 10 la difficoltà di vendere un’auto diesel dal 2016 ad oggi è passata da 3,9 a 6,4.

Mercato auto a giugno, ok il benzina

Sul fronte delle alimentazioni un calo del diesel del 22,6% che, depurato dal noleggio, sarebbe ancora più profondo e pari a -31,5%. Nel cumulato gennaio-giugno la flessione è del 23,9% (-28% al netto del noleggio) e la quota di mercato scende di oltre 11 punti, al 42,7% del totale. Sempre in forte crescita il benzina: +27,1% nel mese e +24,5% nel semestre (+19,3% e +19,7% al netto del noleggio), intorno al 43% di rappresentatività sia sul mese sia sul cumulato. Un buon incremento caratterizza anche le vetture ibride che segnano un +18,3% in giugno e +30,2% nel semestre (+25,5% e +32,1% depurate dal noleggio), rispettivamente al 5,5% e al 5,3% di quota sul totale.

Il Gpl cresce del 2,7% in giugno e del 5,3% nel 1° semestre, abbastanza in linea con le immatricolazioni al netto del noleggio, fermandosi al 6,7% di quota in gennaio-giugno. Il metano perde circa 1/3 dei volumi immatricolati nel 1° semestre, fermandosi all’1,6% di rappresentatività (2% in giugno), in linea con l’andamento al netto del noleggio. Le vetture elettriche crescono di circa il 225% in giugno raggiungendo lo 0,8% di quota, con un incremento dei volumi che sarebbe ancora più ampio se depurato dal noleggio (+402,4%). In gennaio-giugno il +120,2% di incremento sul totale (0,5% di quota) si confronta con il +193,3% al netto del noleggio.

Ultima modifica: 1 luglio 2019