McLaren in crisi a causa del Covid-19: caccia a nuovi finanziamenti

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McLaren è una delle aziende più colpite dalle conseguenze economiche legate alla pandemia di Coronavirus. Il marchio britannico ha da poco fatto sapere di essere alla ricerca di nuovi finanziamenti, in vista di una “grave e inaspettata difficoltà finanziaria e un imminente deficit di liquidità”, causati dall’emergenza Covid-19. Il 17 luglio è la data limite posta da McLaren: se non arrivano soldi entro quel giorno, la società rischia seriamente di dover chiudere.

McLaren sta dunque cercando un pacchetto di aiuti economici da circa 310 milioni di euro, ipotecando a garanzia la sede di Woking e la sua collezione storica di auto da corsa. Questa idea è stata però bocciata da alcuni finanziatori e creditori, i quali, rivolgendosi anche al tribunale, sostengono che queste proprietà siano già oggetto di pegno per prestiti richiesti anni fa.

Da parte sua, anche McLaren si è rivolta ai giudici, chiedendo di dirimere nelle sedi legali tale questione. Una pronuncia in merito verrà emessa dalla High Court di Londra la prossima settimana.

Oltre alla legittimità di impegnare Woking e la collezione di auto, i creditori si appellano al fatto che McLaren avrebbe già ottenuto finanziamenti per oltre 550 milioni di euro nel corso degli ultimi 18 mesi, con un’ultima tranche di 320 milioni ricevuta a marzo. L’azienda inglese spiega però di trovarsi in una situazione inaspettata, dovuta appunto alla pandemia di coronavirus, la quale ha avuto “un grave impatto sulle performance commerciali e sui flussi di cassa”. Del resto è sotto gli occhi di tutti: campionato di Formula 1 rimandato, forniture bloccate e concessionarie chiuse, produzione sospesa, richieste dei clienti diminuite sensibilmente e aumento dei costi dedicati alle misure di sicurezza e sanitarie nelle varie sedi McLaren.

Una prima grave conseguenza di questa situazione si è palesata un mese fa, quando McLaren ha annunciato la necessità di dover licenziare ben 1.200 persone, fra produzione e squadra corse.

Ultima modifica: 23 giugno 2020