Mark Webber alla guida di Porsche Mission E: caratteristiche

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Mark Webber ex pilota di formula 1, è attualmente l’ambasciatore della nuova Porsche Mission E, il cui lancio sul mercato è previsto per il 2019.

Si passi ora a scoprire tutti i segreti della nuova Porsche Mission E. La struttura telaistica e motoristica sarà simile al modello base delle Mission E che l’hanno preceduta. Per quel che riguarda il motore non mancheranno le novità.

Caratteristiche

 

Mark Webber è un celebre ex pilota di formula 1 ritiratosi nel 2013. Tra le principali scuderie con le quali ha guidato in formula 1 si ricordino la Jaguar e la Red Bull. Con quest’ ultima è andato più volte vicino alla vittoria del Mondiale per il quale ha duellato con Sebastian Vettel, attuale guida della Ferrari. Da quando si è ritirato dalla formula 1, ha partecipato al mondiale WEC con la Porsche Hibrid vincendolo nel 2015, e successivamente è diventato testimonial della casa tedesca. E’ stato il primo a provare la Porsche Mission E, ultimo modello della Porsche, la cui uscita è prevista nel 2019. Un auto interamente elettrica e ad emissioni zero.

Webber, alla guida della nuova Porsche, ha subito sostenuto che nonostante il modello motoristico sia altamente innovativo, la nuova Porsche non si distacca di molto dai modelli che l’hanno preceduta quanto a sensazioni di guida sportiva, che sono un marchio di fabbrica della casa. Anche la carrozzeria, sebbene molto camuffata , in quanto ci si trova ancora in una fase di test su strada, lascia comunque intravedere le tipiche filature di un auto di alta classe sportiva. Webber si è detto entusiasta del motore 600 cv per la sua erogazione, in tandem con ruote motrici conferisce all’auto una trazione eccellente e grande maneggevolezza.

La Porsche Mission E utilizza una piattaforma denominata J1, che è e continuerà ad essere caratteristica delle auto ad emissioni zero, e la cui peculiarità è quella di conferire all’auto un baricentro totalmente abbassato. La berlina avrà batteria a ioni di litio e due motori con un sistema di ricarica ultra-rapida: l’80% si potrà ricaricare in 15 minuti, grazie all’impianto elettrico di bordo a 800V sviluppato insieme alla Hitachi.

Prezzi

 

Inizialmente il prezzo pubblicizzato su alcune testate giornalistiche era di 84.000 dollari. Ma stando alle ultime indiscrezioni la  nuova Porsche Mission dovrebbe aggirarsi intorno ai 74.000 dollari. E’ possibile e plausibile che la scelta iniziale, valutando il bilancio del business plan, fosse realmente di 84.000 dollari, e che in un secondo momento si sia deciso di rivedere tale prezzo. Tutto questo in considerazione di uno degli obbiettivi principali della nuova Porsche Mission E, quello di far concorrenza alla sua più acerrima rivale sul mercato delle auto Hybrid, ovvero la Tesla Model S il cui prezzo parte da 74,500 dollari. Partendo da uno stesso prezzo di listino il modello potrà aumentare il suo potenziale di concorrenzialità sul mercato.

La concorrenza con La Tesla Model S chiaramente si giocherà anche e soprattutto sul piano delle prestazioni motoristiche. La Porsche Mission uscirà con tre diversi modelli, la cui differenza sarà dettata dalla cilindrata e dal numero di cavalli. In ogni caso, si tratterà di un auto in grado di raggiungere le prestazioni tipiche di una macchina sportiva. In questo settore specifico dovrebbe avere delle riprese leggermente più lente della Tesla Model S. La struttura ibrida garantirà senza dubbio un maggior risparmio: si parla di 80 km in totale autonomia con soli 15 minuti di ricarica. Un vero record!

Dimensioni

 

Le dimensioni della nuova Porsche Mission E non dovrebbero allontanarsi più di tanto dalle dimensioni standard della Mission E come modello inaugurato due anni fa al salone di Francoforte. L’altezza sarà di 130 centimetri, i materiali con  i quali è stata realizzata sono: alluminio, acciaio, ha cerchi in lega e fibra di carbonio di 21 e 22 pollici. Le batterie vengono disposte sul fondo dell’auto in modo tale da mantenere basso il baricentro dell’auto, caratteristica di ogni auto sortiva e in particolar modo della Porsche.

La plancia è caratterizzata da un sistema olografico al quale si possono aggiungere app in modo tale da migliorare l’efficienza on line dell’auto, in particolare in rapporto a: navigazione, climatizzazione, contatti, parametri del veicolo. L’auto possiede un sistema di riconoscimento basato su comandi gestuali. E’ possibile accedere all’auto anche tramite pc o smartphone grazie al sistema Porsche car connect. Sempre tale sistema è in grado di programmare la Mission E per itinerari preimpostati, gestendo al contempo intervalli per la manutenzione.

Motore

 

Anche per quel che riguarda il motore, di fatto rifletterà le caratteristiche dei modelli Mission E che hanno preceduto la nuova Mission E 2019.

Si ricordi che l’inaugurazione della prima Porsche Mission E è avvenuta nel 2015 al salone di Francoforte. Si trattò delle presentazione di una berlina più piccola della Panamera, caratterizzata dalla spinta di due propulsori elettrici. Non a caso il modello Mission E è stato utilizzato anche nel campionato WEC, campionato mondiale per soli motori elettrici. Sebbene siano elettrici, si tratta di motori assolutamente sportivi in grado di erogare ben 600 CV di potenza, ed in grado di passare da 0 a 100 km orari in 3,5 secondi per un picco massimo di 200Km/h.

La Nuova Mission E, che uscirà nel 2019, stando alle ultime indiscrezioni sarà in grado di superare queste prestazioni. Si parla di un’auto in grado raggiungere i 250 km/h e passare da 0 a 100Km/h in 2,5 secondi. Per quanto riguarda le riprese ancora non riesce a rivaleggiare con la sua più grande concorrente la Tesla Model S, ma sull’efficienza della coppia Hybrid sembra avere un passo superiore. Infatti la Mission E del 2019 come anche i modelli che l’hanno preceduta, è in grado di percorrere più di 80 Km in totale autonomia, e questo grazie ad una ricarica della batteria di soli 15 minuti. Si parla di una batteria di 800 volt, la stessa erogazione di energia che si usa per gli apparecchi domestici e per la ricarica wireless.

Ultima modifica: 11 luglio 2018