Lee Iacocca, l’italo americano visionario dell’auto

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Verrà ricordato come il grande visionario dell’automobile. L’inventore della Mustang e del sogno di successo che l’ha accompagnata per decenni. Come grande rinnovatore alla Ford per oltre 30 anni, ma soprattutto come il salvatore della Chrysler che dopo il rilancio degli anni ’80 l’ha di fatto consacrato come il vero simbolo e padrone di Detroit.

Lee Iacocca si è spento il 3 luglio nella sua stupenda villa di Bel Air in California all’età di 94 anni. Le complicazioni del Parkinson che lo avevano tenuto lontano dalla vita pubblica da diverso tempo sono state fatali. La sua leggenda però è rimasta intatta.

Ancora oggi la sua lungimiranza nel creare auto per il ceto medio americano. Per i giovani che amano le vetture sportive e le famiglie delle periferie benestanti è senza precedenti. Per un ragazzo italoamericano uscito dalla guerra, con i genitori originari di Benevento e un padre venditore di hot-dog si tratta di una storia straordinaria.

Lee Iacocca presenta la nuova Ford Mustang del 1965 ai media nel padiglione Ford alla World's Fair del 1964 a New York.
Lee Iacocca presenta la nuova Ford Mustang del 1965 ai media nel padiglione Ford alla World’s Fair del 1964 a New York.

La grande sfida di Chrysler

Iacocca è stato l’unico manager partito dai ranghi bassi ad arrivare prima ai vertici della Ford e quindi della Chrysler. Per i suoi metodi spicci abrasivi, ma anche strategicamente sorprendenti lo hanno ribattezzato il Macchiavelli del mondo dell’auto. Era così abile e popolare negli anni ’70 e ’80 da riscuotere l’ammirazione anche degli avversari. E qualcuno pensò a lui nel 1988 per una candidatura anche alla presidenza degli Usa.

Una delle sue mosse leggendarie risale al 1980 quando quasi parafrasando gli slogan di Trump oggi, pur avendo diverso orientamento politico, riuscì a ottenere 1,5 miliardi di dollari di prestito federale per rilanciare Chrysler.

Dicendo: «Il nostro orgoglio è tornato. Se pensate di trovare una macchina migliore compratela». Con vendite strepitose e nuovi modelli Iacocca passò da 1,7 miliardi di perdite nel 1980 a 2,4 di profitti nel 1984 dopo aver restituito il prestito federale ottenuto dal presidente Jimmy Carter attraverso la sua garanzia sulla parola.

Iacocca Chrysler Voyager
Iacocca, nel 1984 presidente della Chrysler Corporation, introdusse la nuova serie di vagoni familiari e furgoni a trazione anteriore. Plymouth Voyager, Dodge Caravan e Dodge Mini Ram Van. Prevedendo il futuro

Quell’operazione viene considerata ancora oggi la più grande riconversione di successo nella storia dell’automobile americana. Per convincere il governo e il Congresso Iacocca chiese 1 dollaro l’anno di salario, sostenendo che Chrysler era un’industria vitale per l’America. Ma non appena arrivò il successo si rifece con decine di milioni di dollari in stock option.

I dissidi con si Iacocca con Henry Ford III

Altri milioni di dollari gli arrivarono anche dai diritti d’autore per diversi libri di successo. Compresa la bellissima e schietta autobiografia, nella quale definiva Henry Ford III che lo aveva allontanato nel ’78 perché più che un super manager lo considerava un autentico rivale, come una sorta di «personaggio limitato senza visione nel futuro dell’auto e con forti problemi di tolleranza razziale».

Gli anni d’oro del magnifico Lee vennero appannati però dall’arrivo sul mercato delle auto giapponesi. Che gradualmente iniziarono a corrodere le vendite delle grosse macchine Usa dai consumi enormi. Il suo ritiro da Detroit nel 1992 dopo una vita piena di lussi e 4 matrimoni coincise con l’entrata sul mercato della Jeep Cherokee. Che segnò decenni dopo anche il successo di Sergio Marchionne e l’acquisto della Chrysler da parte della Fiat.

Giampaolo Pioli

Marchionne e Iacocca
Sergio Marchionne con il presidente e amministratore delegato di Ford Alan Mulally (il secondo da sinistra) e il presidente della UAW Bob King (a sinistra) sul palco per onorare il presidente Lee Iacocca al Walter P. Chrysler Museum.

Ultima modifica: 5 luglio 2019