Lamborghini SC20, la fantastica scoperta da pista della Squadra Corse | VIDEO

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Lamborghini SC20 è la nuova gemma sviluppata da Squadra Corse e disegnata dal Centro Stile di Sant’Agata Bolognese. Un pezzo unico (una one off), ordinato da un cliente, che prosegue nel solco della SC18 Alston di due anni fa e arriva a pochi mesi dalla hypercar da pista Essenza SCV12, che sarà prodotta in piccola seria.

SC20 è stata realizzata centimetro dopo centimetro su misura per il suo proprietario, che sin dall’inizio ne ha seguito lo sviluppo, fedele al retaggio del Marchio. 

Lamborghini SC20 al Centro Radiotelescopico di Medicina (Bo)

Un hypercar irripetibile, unica, estrema. Mitja Borkert, capo del design del Centro Stile Lamborghini. la definisce così : “SC20 è stata una nuova, intrigante sfida. Le principali fonti di ispirazione sono state Diablo VT Roadster, Aventador J, Veneno Roadster e Concept S. Il risultato è un sensazionale connubio tra creatività e attitudine racing”.

Maurizio Reggiani, Chief Technical Officer Lamborghini, introduce SC20 con parole d’orgoglio: “E’ un connubio tra sofisticata ingegneria, artigianalità made in Italy, sportività e design all’avanguardia. Nonché un nuovo esempio di applicazione del nostro motore V12 e del carbonio a una vettura open-top radicale ma dal DNA inconfondibilmente Lamborghini”. 

Giorgio Sanna, capo di Lamborghini Motorsport, ha aggiunto: “La SC20 è un ulteriore esercizio tecnico e stilistico che associa l’esperienza Squadra Corsa al design Lamborghini, interpretato magistralmente dal nostro Centro Stile in funzione dei desideri del cliente, al centro del progetto durante tutto il processo di sviluppo e realizzazione della vettura”.

Immortalata a Medicina (Bo), dove girò anche il Maestro Antonioni

Impossibile confonderla e davvero spettacolare quasi spazial nelle foto realizzate in esterna presso il Centro Radiotelescopico di Medicina (BO), che Michelangelo Antonioni usò come set per Deserto Rosso, primo film a colori del Maestro e vincitore del Leone d’oro a Venezia nel 1964. Anche la SC20 fa una figura da superstar, senza dubbio.

E’ stata realizzata su una carrozzeria in fibra di carbonio, eccezionalmente lisciata a mano per canalizzare i flussi d’aria in modo ottimale. Lo splitter anteriore è incorniciato da due pinne e le prese d’aria sul cofano anteriore sono ispirate a quelle della Huracán GT3 Evo da corsa. Spiccano le fiancate scolpite riferimento alla Essenza SCV12. Le grande ala in carbonio posteriore è regolabile in tre posizioni: Basso, Medio e Alto Carico. 

Inedito il colore della carrozzeria su base Bianco Fu, creata per il cliente, su cui spicca la livrea Blu Cepheus. Il bianco e il blu sono riproposto in abitacolo in alternanza al Nero Cosmus e al Bianco Leda.

Su tutto, viene esaltato il carbonio a vista. Presente su cupolino, parafiamma, pannelli porta, tunnel centrale e dettagli del volante oltre che per la monoscocca. Tutto molto hi-tech.

Sempre in carbonio i gusci dei sedili rivestiti in Alcantara e pelle. Invece i maniglioni delle portiere sono in alluminio ricavato dal pieno. Le bocchette dell’aerazione, stampate con tecnologia 3D in fabbrica a Sant’Agata Bolognese.

Dodici cilindri e settecentosettanta cavalli

Abbinato a tanta esuberanza estetica c’è il dodici cilindri, cavallo di battaglia storico di Lamborghini. Il motore non poteva che essere il V12 aspirato. Cilindrata di 6.5 litri, potenza di 770 cavalli a 8.500 giri, coppia di 720 Nm a 6.750 giri, che prefigurano prestazioni straordinarie.

Lavora col cambio ottimizzato a sette marce ISR (Independent Shifting Rod). La trazione è a quattro ruote motrici con differenziale centrale elettronico.

Gli pneumatici Pirelli PZero Corsa sono montati su cerchi monodado in alluminio. Nelle misure da 20 pollici all’anteriore e 21 al posteriore.

SC20 è una vera chicca: estrema e inimitabile.

Leggi anche: Lamborghini Essenza SCV12, potenza, informazioni, prestazioni

Lamborghini SC20, la galleria fotografica

Ultima modifica: 16 dicembre 2020

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