Colla visita Lamborghini, il colosso cinese Faw più vicino

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Due indizi non fanno una prova, ma ci andiamo abbastanza vicini. La Faw, colosso cinese di auto da 90 miliardi di dollari di fatturato, ha annunciato un mega investimento in Emilia-Romagna per produrre auto elettriche.

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Le indiscrezioni danno come papabile una doppia sede: la ‘testa’ a Modena, dove ci sarà l’impianto di progettazione, il ‘braccio’, cioè la sede produttiva, a Bologna.

Ebbene, l’ipotesi felsinea sembra essere sempre più vicina. Non sembra, infatti, casuale la visita dell’altro ieri di Vincenzo Colla, assessore regionale al Lavoro, alla Lamborghini di Sant’Agata bolognese.

E questo per almeno due motivi: il primo è legato alla tempistica. Domani, infatti, è confermato il video-incontro coi cinesi e il numero uno di Silk Ev, Jonathan Krane, partner di Faw, con l’assessore e il governatore Stefano Bonaccini.

Secondo, sia Faw sia Lamborghini hanno dietro il gigante Volkswagen. Difficile, quindi, non immaginare che tra le due realtà potranno esserci, diciamo così, sinergie importanti, sotto un’unica regia: la grande casa automobilisitica tedesca.

L’assessore Colla, interpellato, si limita a un diplomatico «no comment», ma sottolinea che aziende come la Lamborghini «sono strategiche per la ripartenza. Sono in grado di mantenere rapporti con il mondo, creare occupazione e progettare il futuro. E esportano il 95 per cento».

L'assessore regionale allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla in visita alla Lamborghini
L’assessore regionale allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla in visita alla Lamborghini

Considerando che la Faw punta sulla Motor Valley per produrre le auto elettriche del futuro, che all’Università di Bologna parte il corso di laurea magistrale in mobilità elettrica, che l’Università dei motori Muner ha tra i partner Lamborghini, viene facilmente da collegare le due realtà. Lo stesso amministratore delegato di Lamborghini, Stefano Domenicali, ha annunciato «interesse per nuovi investimenti».

Stefano Domenicali, Chairman e CEO di Lamborghini
Stefano Domenicali, Chairman e CEO di Lamborghini

In linea con l’andamento dei mercati e in funzione dei nuovi modelli in fase di sviluppo, infatti, ha confermato che «potranno esserci in futuro nuovi investimenti del marchio, così da creare ulteriore occupazione attraverso progetti pilota legati alle applicazioni digitali e a processi tecnologici innovativi, che si vanno ad affiancare alla caratteristica artigianalità del prodotto».

In questo contesto – continua Domenicali – «gli ordini vanno bene e il mercato si sta muovendo. Va poi sostenuto il reshoring (il ritorno a casa delle aziende, ndr) e la costruzione di nuove filiere competitive e innovative. Il nuovo stabilimento è l’ultimo esempio concreto di innovazione, che prende il nome di Manifattura Lamborghini, ispirata ai principi della Factory 4.0, dove le competenze artigianali si sposano con le più avanzate tecniche produttive, quali l’utilizzo di robot collaborativi e un modernissimo sistema digitale di gestione e conservazione dei dati».

Domenicali e Urus

Fiore all’occhiello è la linea di assemblaggio del Suv Urus, modello per il quale l’azienda ha fortemente investito sia sul fronte industriale che di prodotto e assunto 700 persone in poco più di 3 anni. Una produzione, questa, che ha trovato anche il sostegno della Regione, grazie ai finanziamenti previsti dalla Legge regionale 14 per sostenere l’attrattività e la promozione degli investimenti in Emilia-Romagna.

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A breve altre novità

Se tra Colla e Domenicali durante il grand tour si sia parlato dell’investimento Faw non è dato sapere. Resta, però, che un confronto su progetti innovativi c’è stato. La Regione, infatti, ha «dato piena disponibilità nel fare la sua parte e a velocizzare i percorsi. Confermando che continuerà anche la collaborazione sulla qualità dei sistemi formativi scuola-lavoro». Ha confermato Colla. Domani, forse, oltre agli indizi si saprà qualcosa di più.

Rosalba Carbutti

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Ultima modifica: 12 giugno 2020