Lamborghini, ecco perchè ha radici e orgoglio italiani

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Lamborghini è da decenni un marchio mondiale, con mercati fiorenti in Nordamerica e in Oriente. E’ normale che i debutti dei nuovi modelli avvengano all’estero: da Miami a Marbella. Tanto per citare alcuni degli ultimi appuntamenti. Così la scelta di portare a Imola, sul circuito Enzo e Dino Ferrari, il primo test della Huracan Performante ha colto di sorpresa quanti si aspettavano una destinazione esotica per questo importante debutto.

In realtà la decisione di Stefano Domenicali risponde a una precisa volontà politica. Quella di qualificare il marchio come italiano, emiliano, bolognese, santagatese. Un attaccamento alle radici e alla terra dei ’mutor’ che in questi ultimi anni è diventata una risorsa turistica importante. Da vendere nel mondo sotto l’etichetta di Motor Valley.

Imola offriva un circuito perfetto per verificare le qualità dinamiche della Hurcan Performante. Un tracciato sinuoso capace di mette alla prova il nuovo assetto aerodinamico che caratterizza la supercar. Ma soprattutto riportava in Italia giornalisti da tutto in mondo a pochi chilometri dalla sede storica di Lamborghini. L’occasione perfetta per una vista allo stabilimento, al nuovo padiglione dove verrà costruito Urus, il primo Suv del Toro, al museo Lamborghini rinnovato e ristrutturato.

Un modo per riaffermare con orgoglio l’italianità del marchio, che fa parte della galassia Volkswagen-Audi. Ma ha sempre mantenuto grande autonomia di gestione. Domenicali sta lavorando con molto slancio in questa direzione. Come testimonia anche il manifesto di lancio della supercar Lamborghini dove tre vetture (una verde, una bianca e una rossa) formano quasi una bandiera tricolore in uno scenario classicamente emiliano.

E ora la Urus

E anche la presentazione statica di Urus, modello attesissimo, avverrà proprio nello stabilimento di Sant’Agata Bolognese. Nel cuore produttivo del marchio, dove si respira la gioia di costruire automobili speciali. Dopo aver conquistato il mondo, è giusto ricordare con orgoglio che le radici di queste auto da sogno sono tutte italiane.

Ultima modifica: 29 maggio 2017

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