Auto fantasma e truffe, Barani: «Controllare l’identità del venditore»

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Renza Barani presidente di Federconsumatori Emilia Romagna, preoccupa l’aumento dei casi di truffa delle auto fantasma?

«Partiamo dallo scenario attuale, che è di crisi e di difficoltà economica. I consumatori vogliono risparmiare e sono sempre più alla ricerca di occasioni, l’online è un riferimento. Contestualmente i malfattori aguzzano l’ingegno e raffinano le tecniche: le truffe aumentano e l’inganno diventa più difficile da cogliere, bisogna elevare il livello di attenzione».

Come ci si può difendere?

«Prezzi particolarmente scontati devono far riflettere. Questo vale per qualsiasi bene si acquisti, online o offline: meglio non fidarsi quando ci sono sconti troppo alti».

Poniamo che una persona si faccia attirare lo stesso. Una via d’uscita c’è?

«Può essere utile, in caso di dubbi, verificare l’effettiva esistenza e la solidità del rivenditore. È bene controllare che quest’ultimo abbia un sito internet proprio, oltre agli annunci sulle piattaforme specializzate. Una verifica può essere condotta alla Camera di commercio ricorrendo al numero di partita Iva dell’attività».

E online quali sono le insidie?

«È importante fornire dati solo in presenza di siti internet sicuri, contrassegnati dal simbolo di un lucchetto nella barra degli indirizzi».

Una persona paga per un’auto, chi la vende sparisce: ci sono possibilità concrete di recuperare il denaro perduto?

«È fondamentale da parte dell’acquirente risalire alla reale identità del venditore, altrimenti diventa un’operazione molto difficile».

g. c.

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Ultima modifica: 7 aprile 2021