Kia Sportage Diesel, prova del Suv a gasolio. Pregi e difetti

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La virtù sta ancora nel mezzo? Oggigiorno è difficile individuare nel mondo dell’auto, questo punto di incontro: di praticità, comodità, stile, sicurezza e prezzo. Di certo i Suv raccolgono la preferenza, ma con quale alimentazione?

L’Europa per il 2035 ha dichiarato l’addio ai motori endotermici, ma senza dubbio a oggi un Suv a gasolio rappresenta una scelta logica per chi percorre moti chilometri. Ecco quindi la nostra prova di Kia Sportage Diesel, ovvero la 1.6 CRDI DCT GT-Line.

Ovvero la quinta serie di un successo che è sempre progredito, per qualità, stile e tecnologia. Passando de vetture a prezzo competitivo ad auto di qualità concorrenziale e arrivando a modelli, che oltre a ribadire tali doti, puntano fascino, sempre più fattore decisivo. L’attrattività fa vedere modelli.

Si presenta con la misura giusta di auto tuttofare, un Suv di quattro metri e mezzo, ormai la classe regina nelle categoria delle medie, si propone come seducente. Sotto molti aspetti, anche quelli meno vistosi.

 

Spicca il richiamo di stile a EV6, trionfatrice al COTY 2022 e alfiere della scalata al prestigio di Kia. Affilata nel frontale, con una calandra e dei fari a boomerang che non passano inosservati, Sportage mostra anche un posteriore notevole.

 

L’allestimento GT Line è molto completo, Sopra c’è solo GT Line+. Con l’aggiunta, rispetto alla dotazione, del bel tetto panoramico sunroof. Sfonda di poco il muro dei 40.000 euro, che non sono certo bruscolini, ma comprende un’offerta di accessori di serie davvero completa, per comfort, intrattenimento e sistemi di assistenza alla guida. Anche su questo, nulla da eccepire, Kia si pone al vertici della categoria, per quantità e qualità. In pratica gli optional a richiesta sono la vernice e alcuni pacchetti. La differenza la fa l’allestimento scelto, ma l’offerta è importante a ogni livello.

All’interno si mostra una plancia sì digitale, ma senza effetti speciali di ardua comprensione a applicazione. I materiali sono adeguati al contesto di alto livello, ma soprattutto la strumentazione, con schermo da 12,3 pollici e il display dell’infotainment della stessa misura, vanno a forma un unico pannello, leggermente curvo. Tutto sotto controllo, sempre ben leggibile. Con un buon grado di personalizzazione per il cruscotto, in base alla modalità di guida scelta, Comfort, Eco o Sport, mentre la gestione dello schermo centrale è piuttosto intuitiva. Molto concreta.

Tecnologia, ma pochi svolazzi

Non solo touch, grazie al cielo. Ecumenica la scelta di provvedere a comandi fisici, quali le rotelle per il climatizzatore automatico tri-zona, efficace granché anche alle bocchette per la seconda fila, anch’esse con temperatura regolabile. 

Spazio a bordo

Kia Sportage è molto accogliente per quattro persone, anche taglie forti, discreto per cinque. Nobilitato da dettagli di alto profilo, quali la ricarica wireless per smartphone d volante e sedili riscaldabili. Un appunto per il bagagliaio, i 526 litri dichiarati sono ottimistici e la soglia alta e l’ingombro dei passaruota ne limitano la facilità di impiego. Resta adeguato per una famiglia, ma tra la concorrenza qui c’è chi fa di meglio, anche perché, ciò vale per la versione a gasolio, il piano di carico è su un unico livello.

Alla guida la seduta alta è ottimale per assecondare la chiara vocazione al comfort di Sportage. Seduta elettrica regolabile, ventilata e tessuti di buona qualità. Ci si trova a proprio agio, sin dalla prima curva. La comodità, di marcia e acustica è di ottimo livello. Sportage non è un fuscello, quasi 17 quintali a vuoto sono una massa notevole, ma il comportamento è piuttosto preciso. Il comfort prevale sulla agilità, senza dubbio: percepibile il rollio in curva, ma le dinamiche sono sempre padroneggiabili. Assetto ideale per i lunghi viaggi e qui il Diesel diventa protagonista. Il quattro cilindri 1.6 CRDi, abbinato moto-generatore da 48 volt che, lavora da alternatore, riavvia il propulsore e coopera in ripresa, si conferma la scelta giusta chi abitualmente si sposta da casello a casello o su lunghe percorrenze fuori città. 

Soprattutto se abbinato al cambio a doppia frizione a sette marce, sempre lesto negli innesti, in salita e in scalata, e adeguato alla discreta coppia del motore. Il millesimi a gasolio non  è un fulmine di guerra, ma non lo pretende nemmeno. Ha performato oltre un secondo meglio degli dichiarato nello zero-cento, appena sopra i 10 secondi, ancora meglio in ripresa, sempre fluido. 

I consumi

La percorrenza media reale è di di circa 16 km/litro. Quindi gli 800 chilometri con un pieno sono una realtà in quasi tutti i contesti. Ul serbatoio ha una capacità di 54 litri. Non si tratta di un record di efficienza per una vettura a gasolio, anzi è conforme alla media, che comunque pone questa motorizzazione ancora in vantaggio per i macinatori di asfalto. Senza dubbio.

Completa la dotazione di sistemi ADAS, di serie sulla Sportage GT-Line in prova. Che, oltre a essere molto precisi e poco invasivi nella guida assistita di secondo livello, permettono un agio ancora maggiore anche dopo molte ore passate al volante. Il cerchio si chiude nel modo più virtuoso, difficile trovare dei peccati mortali. Una vettura adatta ai giorni nostri, il futuro elettrico è ancora lontano per le tasche e le necessità di molti.

 

Ultima modifica: 14 giugno 2022

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