Jaguar XF Sportbrake, prova su strada della wagon di lusso

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Jaguar XF Sportbrake è una delle wagon del segmento D più prestigiose. E’ la seconda generazione della familiare inglese. La prima serie, in commercio dal 2012 al 2015 si era distinta per un design tanto fuori dal coro quanto originale. Anche in questo caso il capo designer di JagIan Callum, ha creato una silhouette e un posteriore speciali. Che da ferma e in movimento rende i quasi cinque metri di lunghezza di Jaguar XF Sportbrake sempre dinamici.

Il bagagliaio ha una capacità da 565 a 1700 litri, che è invece il punto debole della berlina e tre volumi. Altra dote, la scocca in alluminio. Abbiamo potuto testare la versione Portfolio, abbinata alla trazione integrale. E al due litri a gasolio più efficiente e brillante sul nostro mercato, senza incorrere nelle mazzate dello stolto superbollo. Il duemila diesel biturbo da 240 cavalli. Una Jag speciale, con un prezzo che parte da da oltre 64.000 euro.

Jaguar XF Sportbrake

Nell’abitacolo spicca il “rotellone” per selezionare le marce del cambio automatico. A richiesta lo scenografico schermo da 10,2 pollici, abbinato a un impianto Meridian a 17 speaker indubbiamente di ottima performance. Non ci sono però Apple CarPlay e Android Auto.

XF Sportbrake: Diesel, cambio automatico e trazione integrale. Un pacchetto vincente

Si strada, XF Sportbrake è molto piacevole. Gestita dall’ottimo cambio ZF a otto marce, che come noto, non sbaglia un colpo. Gratificante, poi per chi vuole metterci del suo, ci sono le palette al volante. L’abbinamento col 2 litri diesel biturbo da 240 cavalli e soprattutto 500 Nm di coppia da 1.500 giri trova pochi pari, in valore assoluto.

A questo si aggiunge la trazione integrale, che reagisce in 250 millisecondi alle variazioni nella guida. Mantenendo più al lungo possibile la motricità sul retrotreno. A garanzia di un comportamento sportivo, ma con un ampio margine di sicurezza. Nel caso di slittamenti, perdite di aderenza, sovrasterzo, ci pensa l’Intelligent Driveline Dynamics a ripartire la coppia necessaria all’anteriore.

Quattro le modalità di guida: Normale, Eco, Dinamica e Pioggia/Neve, selezionabili tramite piccoli (troppo) nel tunnel centrale. Ciò che rimane sempre impresso è la prontezza del comparto, motore-cambio-trazione a tutti i regimi.

Al rifornimento non ci sono sofferenze: più che accettabile la media reale di 14 km/litro. Il comfort resta eccellente, sia acustico sia di marcia.  Le sospensioni pneumatiche posteriori contribuiscono a farne una stradista eccellente. Una wagon di lusso, senza dubbio, che mantiene quel che promette. Nella forma e nella sostanza.

 

 

Ultima modifica: 30 luglio 2018

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