Stangata IVA sulle autoscuole, caro patente fino a 1.000 euro

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Stangata IVA con caro patente. Chi si prepara a frequentare un’autoscuola per prendere la classica B dovrà pagare il 22% in più. In pratica l’Iva che finora non veniva applicata sul costo delle lezioni teoriche e pratiche.

Il caro-Iva potrebbe far salire a oltre 1.000 euro la spesa per i neopatentati. Tenendo conto che il costo medio di una scuola guida (iscrizione, lezioni ed esami) si aggira tra i 700 e i 900 euro (con forti differenze tra una città e l’altra) aggiungendo il 22% si sale rispettivamente a 854 e 1098 euro.

Una vera e propria batosta soprattutto per i giovani neopatentati che, si sa, non dispongono di grandi budget a disposizione. E che per risparmiare (ma al massimo tra i 100 e i 300 euro dato che la legge impone comunque 6 ore di lezioni obbligatorie in autoscuola) dovrebbero optare per gli esami da privatisti.

Introduzione dell’Iva sulla scuola per la patente è stata decisa dall’Agenzia delle Entrate con la risoluzione 79 del 2 settembre. Una risoluzione in risposta a un contribuente che chiedeva se era ancora corretto non applicare l’Iva alla luce della sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea (causa C-449/17) che il 14 marzo ha stabilito la revoca del regime di esenzione Iva alle lezioni di scuola guida.

Una revoca legittimata dal fatto che «questa categoria di insegnamento non rientra in quelle di ambito scolastico o universitario» esenti dall’imposta. Il provvedimento inoltre ha efficacia retroattiva.

Infatti secondo l’Agenzia delle Entrate riguarda tutte le annualità fiscali aperte (5). In concreto, si tratta di 3,8 milioni di patenti conseguite dal 2014.

Caro patente, autoscuole sul sentiero di guerra

La decisione dell’Agenzia delle Entrate, sulla base di quella assunta a marzo dalla Corte Ue, ha messo sul piede di guerra le autoscuole. Confarca (Confederazione autoscuole riunite e consulenti automobilistici) ha annunciato una mobilitazione nazionale. E si è detta preoccupata anche per la retroattività del provvedimento.

Ritenendo difficile pensare che le autoscuole chiamino tutti coloro che hanno preso la patente negli ultimi cinque anni per chiedere di versare l’Iva, rischiano di dover pagare di tasca propria con una dichiarazione integrativa, sebbene esente, ha specificato il Fisco, da interessi e sanzioni.

Per questo il presidente di Confarca, Paolo Colangelo, ha posto l’accento sui possibili danni irreversibili per molti operatori. Ma secondo le autoscuole si rischia anche di allontanare i giovani dalla possibilità di accedere a un corso di guida. Minando seriamente tutti gli sforzi fatti fino ad oggi per la sicurezza stradale.

«Chiediamo fin da subito – afferma Colangelo – che si trovi quanto prima un rimedio a questa risoluzione. Che incide tra l’altro in maniera pesante su un settore già in piena difficoltà. Sia per la crisi economica sia per i disservizi che gli operatori sono costretti a fronteggiare sul territorio nazionale. Nel frattempo abbiamo chiesto alla categoria di rimanere compatta. E di muoversi con cautela per non incorrere in pesanti sanzioni»

Achille Perego

Ultima modifica: 6 settembre 2019