Incentivi europei per la svolta verde, il Rubicone a gennaio 2021

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La sfida dell’auto pulita sta per compiere il suo storico passaggio del Rubicone. Dal gennaio 2021 le case automobilistiche dovranno attenersi ai rigorosi limiti sulle emissioni di CO2, che prevedono 95 grammi al chilometro sulla media della gamma.

Secondo le previsioni degli analisti della P.A. Consulting, riprese anche dalla Stampa, un grande numero di costruttori rischia di sforare la soglia e di pagare multe per centinaia di milioni di euro.

Di qui la corsa affannosa verso modelli elettrici o elettrificati per portare le emissioni sotto la soglia e abbassare le prevedibili sanzioni. Secondo P.A. Consulting solo quattro gruppi (Volvo, Toyota, Renault-Nissan e Jaguar Land Rover) sarebbero in grado di rispettare le regole previste, evitando così di pagare multe salatissime.

Audi A4 Avant g-tron (metano)

Si prospettano sanzioni pesanti

Mercedes, che pure avanza a grandi passi sul fronte dell’elettrificazione, rischia di dover pagare 200 milioni di euro. Ancor più complicata la situazione dei marchi americani o italo-americani come Ford ed FCA.

La casa di Detroit potrebbe trovarsi a pagare 450 milioni di euro, mentre su Manley pende una tagliola virtuale da 700 milioni. Volkswagen potrebbe essere sanzionata per 1,5 miliardi, Bmw per 500 milioni di euro, Hyundai e Kia per 290 milioni, PSA per oltre 500 milioni.

È ovvio che tutte le grandi case utilizzeranno il 2020 come un delicato anno di passaggio per far quadrare i loro complicati conti. Poiché le medie si fanno sulle auto vendute, assisteremo quasi certamente a uno spropositato ricorso alla formula del «chilometro zero» per immatricolare presso i rispettivi punti-vendita auto elettriche o elettrificate.

Con il rischio di alterare l’andamento del mercato, i reali equilibri di vendita e il naturale processo verso lo svecchiamento del parco auto. Per uscire da questa giungla intricata servono consistenti incentivi europei per l’auto ’verde’, misure concrete che trasformino le vendite a chilometri zero in vendite reali. In ballo c’è il futuro dell’automotive e dell’intera economia.

Giuseppe Tassi

Ultima modifica: 11 luglio 2019