Emilia Romagna, finanziati binari, asfalto e F1

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Cinque miliardi per l’alta velocità e alta capacità della linea ferroviaria Adriatica, duecento milioni per l’autostrada regionale Cispadana, altri 20 milioni per il Gran Premio di Imola.  Sono le voci per la Regione Emilia Romagna del disegno di legge di Bilancio, in questi giorni all’esame del Senato. I fondi non sono in arrivo interamente nel 2022, ma spalmati su più anni, secondo quanto previsto dagli articoli 133, 138 e 146 rispettivamente per l’Adriatica, la Cispadana e il Gran Premio.

Sul fronte del trasporto su ferro, la prima tranche di risorse «per l’accelerazione degli interventi finalizzati alla promozione del trasporto con caratteristiche di A/V e A/C sulla linea ferroviaria adriatica» ammonta a 50 milioni, che saranno replicati nel 2023.

Il calendario dei finanziamenti si spinge fino al 2035

Obiettivo, spiega la relazione tecnica, «realizzare specifici interventi di velocizzazione lungo la direttrice Taranto/Lecce – Brindisi – Bari – Pescara – Ancona – Bologna, risolvendo gli attuali limiti di capacità delle tracce e adeguando l’infrastruttura agli standard prestazionali europei per i traffici merci».

L’articolo 138 mette sul piatto 200 milioni per la Cispadana: dieci milioni nel 2022 e lo stesso nel 2023, per poi salire progressivamente di importo con un orizzonte fino al 2027. La somma è da intendere «quale contributo massimo a favore della Regione Emilia-Romagna». Soldi messi in conto per realizzare un’opera di cui si parla da almeno 15 anni, il tracciato di circa 65,7 chilometri che collegherà il casello Reggiolo-Rolo dell’A22 alla barriera di Ferrara Sud sull’A13.

Il contributo, in base a quanto prevede il ddl, andrà incluso nel piano economico finanziario della società concessionaria (Autostrada Regionale Cispadana Spa) ed è subordinato «al perfezionamento della procedura di approvazione dell’aggiornamento degli atti convenzionali, previa attestazione da parte di un primario istituto finanziario delle condizioni di bancabilità del progetto e di sostenibilità economico-finanziaria della concessione».

Il GP

Il terzo fronte è quello del Gran Premio di Imola, che è tornato nel calendario di Formula Uno l’anno scorso e quest’anno dopo 14 anni di assenza. L’ultima visita del Circus all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari risaliva al 2006, quando la gara portava la vecchia denominazione di Gran Premio di San Marino, sostituita ora da quella di ‘Gran Premio del Made in Italy e dell’Emilia-Romagna’.

E in considerazione «dello specifico rilievo» che la kermesse «riveste per il settore sportivo, turistico ed economico, nonché per l’immagine del Paese in ambito internazionale», si autorizza la Federazione sportiva nazionale – Aci «a sostenere la spesa per costi di organizzazione e gestione della manifestazione». E così, nel ddl, viene riconosciuto un contributo di cinque milioni per ciascuno degli anni dal 2022 al 2025.

Riccardo Rimondi

Ultima modifica: 19 novembre 2021