Ibrido e fuoristrada, la sfida vinta da Jeep | VIDEO

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La rivoluzione elettrica non risparmia nessuno, neppure il marchio Jeep. Il powertrain ibrido è la nuova frontiera.

La necessità di ridurre il livello delle emissioni si sposa con l’esigenza di tagliare i costi del carburante. E così l’evoluzione verso l’ibrido diventa l’approdo naturale delle case automobilistiche.

Dalla F1 in giù è ormai chiaro che ibrido significa aggravio di peso rispetto alle comuni vetture a motore termico.

Eppure, nel delicato equilibrio fra rendimento e prestazioni, il propulsore a due anime ha guadagnato punti, dimostrando ampiamente di poter reggere il confronto a tutti i livelli.

Se oggi un’icona del fuoristrada, come Jeep, decide di fare il grande passo verso il plug-in, cioè l’ibrido con ricarica alla spina, è perché questa tecnologia non richiede più compromessi, non modifica la natura di un’auto, non ne altera il Dna.

La prova su strada e in fuoristrada pubblicata in queste pagine, ce ne offre puntuale conferma. Renegade e Compass in versione ibrida non perdono un grammo del loro appeal, restano grintose, agili nelle curve e ancor più pronte nella ripresa, grazie alla massima coppia subito disponibile.

Si tratta di un’autentica evoluzione della specie, un passo in avanti in sintonia con la storia dell’auto.

Tosta ovunque col powertrain ibrido ricaricabile

Perfino la versione fuoristradistica, la Trailhawk, resta fedele alla sua impronta: un’ auto capace di superare guadi profondi fino a 50 centimetri e scalare erte viscide e fangose.

Il tutto con le due anime (motore e termico ed elettrico), che collaborano in perfetta sintonia. Così Jeep non tradisce il suo spirito avventuroso.

Giuseppe Tassi

Ultima modifica: 13 agosto 2020

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