Ibrida: come costruire un’auto fai da te

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L’auto ibrida è ormai una realtà che sempre più conquista il mercato a fronte di una mobilità più sostenibile e di un ambiente più pulito.

Progetto della Tennessee University

Mentre le case automobilistiche producono auto ibride con sistemi sempre più tecnologicamente avanzati, tra cui l’ultimo modello di ibrido plug-in, alcuni ricercatori hanno pensato a un progetto di auto ibrida “fai da te” per tutti coloro che hanno già un’auto motorizzata a carburante fossile, dalle buone prestazioni e dalle caratteristiche di eco-compatibilità più che soddisfacenti.

La domanda è: perché non convertirla comunque in un ibrido elettrico? Si può fare o è un progetto impossibile? Come possono reagire gli automobilisti comuni ad una sorpresa del genere?

A quest’ultima domanda hanno risposto recentemente alcuni studi americani eseguiti sugli automobilisti da cui risulta che in modo diffuso essi hanno ben chiaro come funziona un’auto elettrica e quanto sia facile utilizzarla, magari paragonandola ad un elettrodomestico qualsiasi.

Chi guida, dunque, è già consapevole della facilità di utilizzo di un’auto elettrica, del risparmio sui costi di approvvigionamento, della comodità di rifornirsi attaccandosi ad una presa di corrente, e della bassa manutenzione limitata alle solo batterie o ad altri componenti soggetti al consumo (ruote, freni, luci, ecc.).

Contemporaneamente crescono anche le fonti rinnovabili da cui ricavare l’energia elettrica in grado di soddisfare la domanda di “carburante”, e con loro anche un altro prodotto di importanza vitale per le auto elettriche: le batterie al litio.

Il litio è un materiale in grado di triplicare la capacità e la potenza di quelle al nichel/metallo ma il progresso non si ferma qui: è in progetto un sistema di auto-ricarica delle stesse nelle ore di non utilizzo del veicolo per cui saranno in grado di immagazzinare nuova energia senza ricorrere alla presa di corrente.

In questo futuristico contesto di sviluppo e tecnologia, un gruppo di ricercatori della Middle Tennessee State University, in collaborazione con il dipartimento Tennessee Tech University guidato da un geniale professore, Charles Perry, ha creato un prodotto in grado di trasformare un’auto a qualsiasi combustibile fossile in un’auto ibrida: la soluzione è un kit “fai da te” che può essere installato facilmente da chiunque, quindi anche dal proprietario del veicolo.

Il prodotto si chiama Hybrid Retrofit Kit e consiste in un sistema particolarmente ingegnoso in quanto non effettua modifiche sul motore e i suoi componenti ma si impianta solo sulle ruote: vediamo come.

Un motore elettrico viene inserito all’interno di ciascun mozzo ruota delle ruote posteriori ed è alimentato da batterie agli ioni di litio fosfato alloggiate nel bagagliaio da cui parte un insieme di cavi che portano la carica delle batterie a ciascun mozzo ruota.

In questo modo il sistema elettrico integra il sistema propulsivo del motore fornendo una potenza extra di circa 10/20 cavalli a ruota, e i vantaggi sono diversi:

  • la forza propulsiva dei motori elettrici si somma a quella del motore incrementando l’autonomia di marcia;
  • i consumi sono abbattuti in quanto una parte della marcia è alimentata dai motori elettrici;
  • le emissioni di Co2, di conseguenza, si riducono e il mezzo è in parte anche ecologico;
  • il kit di conversione si configura come un qualsiasi accessorio post-vendita che non obbliga a modifiche tecniche troppo invasive;
  • la scelta di questo prodotto/accessorio è l’unica soluzione economica alternativa all’acquisto di una vettura ibrida.

Dai primi test effettuati dal team di ricercatori americani su una Honda Accord station wagon del 1994 i risultati sono stati più che soddisfacenti: su un tratto stradale urbano si riesce a risparmiare quasi il 50 per cento dei costi e delle emissioni!

Ci sono però alcuni svantaggi dovuti sia all’ingombro delle batterie al litio che occupano il vano bagagliaio dell’auto – e che, a questo punto, deve essere anche di certe dimensioni e capiente – sia dal costo del kit di conversione che si aggirerebbe sui 3 mila dollari circa.

Ma non è finita qui: il kit di conversione della Middle Tennessee State University non è disponibile sui mercati esteri poiché mancano i riconoscimenti convenzionali e di brevetto ma ciò non toglie che l’idea sia venuta anche ad altri e che qualcuno abbia creato qualche strano prototipo disponibile sul mercato.

Il riferimento è, ad esempio, alla piccola Tabby, “un’auto elettrica fai-da-te e open source da costruire in meno di 1 ora”. A vederla sembra quasi un giocattolo ma forma e dimensioni giustificano lo scopo per cui è stata progettata nonché la mentalità tecnologica e futuristica che promuove veicoli smart e accessibili.

Tabby ha due o quattro posti, poggia su una piattaforma attrezzata di motore ibrido già predisposto per l’assemblaggio a cui si può aggiungere una semplice scocca di elementi tubolari da montare insieme a tetto, cofano, bagagliaio, portiere e finestrini.

Per fortuna dal 26 gennaio 2015 con il decreto 219/2015 è possibile effettuare anche in Italia la conversione di un’auto a motore tradizionale in un ibrido elettrico, ma solo per i veicoli di categoria M – veicoli a motore a quattro ruote destinati al trasporto di persone – e veicoli di categoria N1, cioè quelli destinati al trasporto di merci di massa non superiore a 3,5 tonnellate.

Il soprannominato “Kit Retrofit” permette di omologare alla circolazione un veicolo divenuto ibrido senza ricorrere alla lunga burocrazia che ne limitava la realizzazione in termini di costi e di pratiche, lunghe e farraginose. Prima, infatti, la conversione avveniva solo all’estero con l’obbligo poi di omologare l’auto in Italia con conseguenti costi elevatissimi.

I vantaggi del decreto ricadono favorevolmente sia sui cittadini che sulle imprese: i primi perché possono risparmiare e accedere alle aree Ztl riservate ai soli veicoli ecologici; le seconde perché vedono svilupparsi alcune filiere di servizi al consumo come le autofficine che si specializzano nel montaggio del Kit Retrofit, oppure le ditte di trasporti che possono finalmente accedere ai centri urbani.

I costi della conversione sono ancora molto alti e questo non ha permesso l‘espandersi del prodotto in quantità tale da esaltarne l’efficacia da un punto di vista sia economico che ambientale: i prezzi vanno dai 5 ai 10 mila euro, a seconda del tipo di auto e di componenti necessarie alla conversione, mentre il Kit Retrofit costa appena 1000 euro.

Ultima modifica: 7 maggio 2018