Gruppo Renault, nel 2019 il boom con Dacia. Per il 2020 elettrificazione

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Doppia cifra da record per il Gruppo Renault, che sfonda la quota dal 10% sul mercato italiano. Il colosso francese festeggia un 2019 eccezionale, il migliore di sempre. Accaparrandosi per la precisione il 10,4% del mercato, con Renault, Dacia e Alpin. Un primato assoluto con quasi 200.000 vetture vetture consegnate. 

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Un trionfo su tutti i fronti. Il Gruppo Renault è quarto assoluto nel mercato delle vetture, secondo per le auto elettriche e terzo nei veicoli commerciali. L’Italia è decisamente terreno di conquista.

Renault Clio ibrida in arrivo

L’aumento complessivo è del 5,6%, più del mercato. Cala la Casa madre Renault, -7,4% nelle vendite, -0,5% nella quota (6,2%), ma, la ripartenza, che leggerete è dietro l’angolo. Bene Clio, in attesa della nuova generazione, comunque la segmento B più venduta in Italia. Ok anche Captur, con 32.000 pezzi e in ascesa Kadjar. L’elettrico, nel suo piccolo, corre, con un +112% e Zoe rappresenta il 20% dell’intero mercato, dominando col 90% la quota del car sharing. Un fattore che desta ottimismo.

Una Dacia Duster per Papa Francesco

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Il fenomeno che trascina tutto è  Dacia, che ha siglato il suo apice assoluto. Un treno inarrestabile (88.514 immatricolazioni) per una crescita del 33,4% sul mercato, arrivando a una quota del 4,2% (+1%).

Duster è stata l’auto straniera più venduta in Italia con 43.701 pezzi: prima anche a GPL. Sugli scudi anche Sandero (+20%) con 35.340 vetture consegnate. Nel complesso Dacia è stato il 9° Marchio sul mercato. Per Alpine solo 118 vetture vendute, ma il discorso è diverso. Si tratta di una nicchia, che punta al prestigio. E necessita di tempo per imporsi presso un pubblico esigente.

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I progetti per il 2020 di Gruppo Renault

Sono chiamate a imporre la loro legge nelle concessionarie le nuove generazioni del Segmento B, Clio, Capure e Zoe. Forti di una proposta di motorizzazioni  senza pari in quelle che una volta si chiamavano utilitarie, che oggi sono ormai compatte

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Sei powertrain per le “piccole”: benzina, Diesel, GPL, ibrido, ibrido plug-in e elettrico. Dacia spingerà avrà il 1.0 turbo a GPL e sono in programma nuovi servizi per i clienti sempre più digitalizzati, tra i quali app durante e la vendita e soprattutto la post vendita. In Italia il Gruppo rende benissimo anche da solo, la fusione sfiorata con FCA, ricordata recentemente dall’ex grande boss Ghosn, non genera rimorsi. Anzi, leggete le prossime righe.

 

Xavier Martinet

Xavier Martinet, direttore generale di Renault Italia, capo marketing globale, ha commentato il passato prossimo, il presente e il futuro imminente del Gruppo

Su De Meo aspetto l’arrivo ufficiale. Se fosse il caso, continuo a prendere lezioni di italiano…. Renault sta lavorando per uscire da questo stallo. Cruciale è quello ha fatto Renault e le prospettive del futuro. Gli eventi, come anche le questioni che riguardano Ghosn, hanno tenuto banca. In questi anni i cambiamenti del mondo dell’auto sono più intensi che negli ultimi decenni. Il Gruppo si farà tornare pronto. Abbiamo un dirigente alla guida, Jean-Dominique Senard, e quello che conta è che il Gruppo ha fatto i migliori numeri di sempre sul mercato italiano. Ci siamo, per i clienti e continueremo su questa strada”.

Le questioni delle emissioni, i costi delle auto e del Diesel sono molto complicate

“Dal 2015 è più difficile far passare dei messaggi e delle necessità alle istituzioni. Tutti i Costruttori devono parlare insieme, con un discorso e un piano chiari per l’abbassamento della soglia della CO2. E deve essere basato solo sulla CO2, non su altre cose, altrimenti sarà un caos: i divieti non possono cambiare da comune a comune, da regione a regione. Ingestibile per i Costruttori, incomprensibile per i clienti. Diesel: c’è domanda. Chi fa 20.000 chilometri l’anno ha interesse, la demonizzazione non è totalmente giustificata. Le auto a gasolio emettono meno CO2: anche per questo motivo i clienti sono disorientati”.

Ecco il perché di un’offerta così ampia

“Presentiamo molte motorizzazioni anche per questo. E il Diesel ha un futuro: per i commercianti è la soluzione. Molti che hanno abbandonato il Diesel sono tornati indietro. Il 2019 è stato l’anno delle prime vende “vere” di auto elettriche in Italia. In Europa è il 2% del mercato, in Italia lo 0,5%. Siamo lontani: il quinto mercato in assoluto, solo il nono per l’elettrico”

Quale ibrido sarà il migliore: il classico o quello alla spina?

“Mi aspetto una partenza veloce dei modelli ibridi. Le plug-in hybrid alla spinta sono più costose: è più difficile far capire ai clienti l’equazione economica. La Twingo? Il segmento A, le citycar, ha prospettive complesse per i modelli con motore a combustione. Più facile per le elettriche”.

Auto sempre più avanzate, ma costose: si venderanno?

“Il mercato e i clienti sono capaci finanziariamente di seguirci o no? La sfida è questa, perché per efficienza sulle emissioni e sicurezza i progressi ci sono ma costano. E dovranno aumentare di anno in anno? Ma chi lo paga, il costruttore, lo stato o clienti? E’ una questione complicata”.

Renault Captur ibrida

Ultima modifica: 11 gennaio 2020