Gilles Villeneuve: la storia dell’ex pilota della Ferrari

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Pur non avendo mai vinto un titolo mondiale, Gilles Villeneuve è considerato uno dei migliori piloti della storia della Formula 1.

Sin dai suoi albori, all’inizio degli anni ’50, il campionato mondiale di Formula 1 ha saputo regalare emozioni forti agli appassionati e piloti che sono entrati nel cuore dei propri fans. Gilles Villeneuve è uno di questi, che pur non essendo mai stato campione del mondo è considerato storicamente uno dei migliori piloti di sempre, un battagliero che ha fatto di alcuni suoi storici duelli il suo marchio di fabbrica.

Gilles Villeneuve

 

Nasce nella provincia del Quebec nel 1950 e la sua carriera semi – professionale lo vede fino alla metà degli anni ’70 impegnato nelle corse tra motoslitte, in cui si distingue. Nel 1976 passa alla guida delle monoposto e si impone nelle gare della Formula Atlantic, sia canadese che statunitense.

A seguito della sua bravura viene notato dalla McLaren che lo chiama correre in Formula 1 come pilota di scuderia per il 1977 ma nel corso di quella prima stagione d’esordio, non eccessivamente brillante, viene ingaggiato dalla Ferrari, in sostituzione di Niki Lauda per le ultime due gare della stagione. Dal 1978 al 1982, anno della sua morte, il pilota canadese correrà per la scuderia italiana.

La sua stagione d’esordio ufficiale in Ferrari non è all’altezza delle aspettative e densa di ritiri e problemi meccanici. La stampa italiana si mostrava abbastanza agguerrita con le critiche nei confronti di Villeneuve che invece veniva difeso a spada tratta dalla sua scuderia e da Enzo Ferrari in persona. La stagione si conclude con un 9° posto in classifica e può contare su una vittoria di gara proprio in Canada, suo Paese natale.

Il 1979 va decisamente meglio, anche se con qualche piccola parentesi negativa. Dopo le prime due gare abbastanza oscurate, debutta a bordo di un nuovo modello Ferrari e sin da subito sia Villeneuve che Shecketer, suo compagno di squadra, fecero registrare giri velocissimi. La stagione si concluderà con un secondo posto in classifica. Numerose, invece, le pole position ottenute, i giri veloci e le vittorie di gara. In quella stagione avviene lo storico duello con Arnoux.

Si sollevano polveroni polemici sulla rivalità in casa con il compagno di squadra, polemiche che il pilota canadese smentisce immediatamente sostenendo la pacifica convivenza ai box Ferrari.

Gli anni 80

La stagione 1980 vedeva Villeneuve tra i favoritissimi, considerando che poteva contare sull’evoluzione dell’auto dell’anno precedente, già abbastanza potente. Di fatto la stagione sarà inconcludente. Lo farà scivolare al 14° posto della classifica finale e la sua vettura non si rivelerà all’altezza delle aspettative.

Il 1981 va decisamente meglio per il canadese che può contare su una nuova vettura che la Ferrari aveva adeguato alla concorrenza dotata di motore turbo. La stagione sarà abbastanza positiva. Tanto che, a metà stagione, gli viene rinnovato il contratto come prima guida della scuderia Ferrari fino al 1983.

Concluderà il mondiale 1981 al settimo posto, alimentando il suo palmarés di nuove vittorie di gara e nuove pole position.

Il mondiale 192 si apre all’insegna delle migliori previsioni e sin dalle prime battute il canadese sa farsi valere e dettare i suoi numeri in gara. Quella stagione, però, non durerà a lungo e al quarto appuntamento mondiale lo vedrà morire sulla pista di Imola.

Gilles Villeneuve sfide

 

La carriera di Gilles Villeneuve è stata contornata da sfide che sono entrate nella storia. In particolare sono due gli episodi che rientrano negli annali.

1979, GP di Francia. E’ sfida aperta tra Renault e Ferrari ed i protagonisti sono Gilles Villeneuve e René Arnoux. A tre giri dalla fine i due lottano per la seconda posizione e il loro duello si infiamma e vedrà prevalere il canadese alla fine di un ultimo giro a suon di sorpassi e sportellate.

Il duello è entrato nella storia, tutt’oggi è ancora considerata la sfida più bella dell’intera storia della Formula 1. Il dato curioso è che i 2 piloti sono riusciti ad abbassare incredibilmente il tempo sul giro durante la loro storica bagarre.

Per la stagione 1982 si sta testando la nuova vettura e il suo compagno di squadra è per il secondo anno consecutivo Pironi, protagonista di uno ‘sgarbo’ ai danni di Villeneuve entrato nella storia.

Al GP di Imola ad un certo punto appare dal muretto dei box la scritta SLOW che, in base agli accordi pre – gara, voleva dire che in caso di vantaggio a metà corsa si sarebbe congelata la classifica mantenendo le posizioni. Villeneuve era in testa in quel momento e aveva fatto registrare il giro più veloce.

Pironi interpreta la scritta come una sorta di libertà di poter lottare tranquillamente per la prima posizione e sorpassa il compagno di squadra che non gradisce e parte al suo inseguimento. La gara si concluderà con la vittoria di Pironi ma il duello che ne scaturì portò ad una situazione insanabile in casa Ferrari.

Gilles Villeneuve morte

 

Dopo l’episodio di Imola del 1982, che lo vede duellare con il compagno di squadra Pironi, Villeneuve è deciso a riprendersi quella vittoria mancata nel successivo GP del Belgio a Zolder. Ad attenderlo, purtroppo, c’era tutto un altro destino però.

Durante le qualifiche Pironi era sesto e Villeneuve ottavo e il canadese era agguerrito più che mai nel voler rimontare la sua posizione. Durante un giro dietro ad una curva trova la March di Jochen Mass.

L’ex compagno di squadra di Villeneuve vedendolo arrivare si sposta a destra per agevolarne il sorpasso da sinistra ma il canadese aveva l’intenzione opposta. La ruota anteriore della Ferrari entra in collisione con la posteriore della March e la vettura di Gilles Villeneuve viene letteralmente lanciata in aria. L’urto è violentissimo e l’auto ridotta in pezzi. Non ci sarà niente da fare per il pilota. Verrà scaraventato fuori dall’auto, sbattendo spalla e collo contro le protezioni metalliche.

Le lesioni subite avevano provocato lesioni gravi a livello delle vertebre encefaliche e nella migliore delle ipotesi il pilota sarebbe rimasto paralizzato a vita. La moglie giunge in ospedale nel tardo pomeriggio e fornisce l’ordine ai medici. Staccare la spina alle macchine che stavano tenendo in vita il marito.

La salma verrà portata in Canada e verrà cremata successivamente, come da volontà del pilota.

Ultima modifica: 31 dicembre 2017