Biocarburanti, cinque big giapponesi insieme per i motori endotermici

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Il futuro, almeno quello prossimo, delle auto potrebbe non essere solo appannaggio delle batterie. Potrebbe anche proporre gli efuel, i biocarburanti, che potrebbe far circolare i motori endotermici a zero emissioni e sul quale Porsche e Siemens da tempo stanno concretamente lavorando. Le strade potrebbero – dovrebbero a nostro avviso – essere molteplici e su questa in particolare si sono uniti cinque big giapponesi Toyota, Mazda, Subaru, Kawasaki e Yamaha.

Una cinquina non da poco, la cui alleanza verte su un potenziamento delle possibilità di produzione, trasporto e utilizzo del carburante nei motori a combustione. Per raggiungere la neutralità al carbonio. Sono tre gli obiettivi, per il momento.

1) partecipare a gare che utilizzino carburanti a emissioni zero

Ha iniziato Mazda alla Tre Ore di Okayama del 13 e 14 novembre, gara del campionato di endurance Super Taikyu. Con una Demio spinta da un motore diesel convenzionale (Skyactiv-D 1.5). Ma alimentato con biocarburanti a base 100% biologica ottenuti da olio da cucina usato e grassi di micro-alghe. Dal prossimo anno, Mazda parteciperà nel corso della stagione a tutti gli eventi di questa serie di gare di durata. E arriveranno anche Toyota e Subaru, sempre con carburante sintetico decarbonizzato ricavato dalle biomasse.

2) esplorare l’uso dei motori a idrogeno nelle due ruote e in altri veicoli

Yamaha e Kawasaki invece all’interno della sinergia hanno il compito di studiare e testare l’uso dell’idrogeno su motociclette e altri mezzi spinti da motori endotermici. Sempre per le due ruote, Honda e Suzuki sarebbero intenzionate a entrare. 

3) continuare a gareggiare utilizzando motori a idrogeno.

Toyota infine sta facendo correre, sempre in competizioni di endurance, come la 24 ore del Fuji, una Corolla 1.6 tradizionale alimentata a idrogeno compresso. Gli sviluppi in questi mesi hanno portato a una ottimizzazione progressiva sia delle prestazioni sia dei consumi.

Biocarburanti: si può fare?

Si tratta di trovare strale alternative, non di una guerra all’elettrico. Ma nemmeno, anzi della demonizzazione delle altre possibilità. I biocarburanti sono una porta aperta.

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Ultima modifica: 17 novembre 2021