Germania in crisi industriale, i problemi del settore auto

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Tonfo della produzione industriale in Germania, calata ben più del previsto a giugno, aggravando i timori che la locomotiva d’Europa stia per entrare nella sua prima recessione da sei anni a questa parte e trascini con sé anche il resto del Continente.

A giugno la produzione industriale ha segnato una flessione dell’1,5% rispetto al mese precedente e del 5,2% su base annua, mentre gli analisti si aspettavano un ribasso mensile dello 0,5% e annuo del 3,1.

Fabbrica Volkswagen in Germania

I rendimenti del Bund tedesco a 10 anni, che è il punto di riferimento del mercato obbligazionario continentale, è sceso a un nuovo minimo storico di -0,56%. All’origine di questa crisi ci sono le difficoltà del settore automobilistico e l’intensificarsi della guerra commerciale Usa-Cina.

Dopo un breve rallentamento lo scorso anno, l’economia tedesca è rimbalzata nei primi tre mesi del 2019. Ma molti economisti, compresi quelli della Bundesbank, prevedono una nuova flessione nel secondo trimestre dell’anno: i dati del Pil saranno annunciati la prossima settimana.

Carsten Brzeski, capo economista di Ing per la Germania, ha definito i dati «devastanti» e ha aggiunto: «Dobbiamo prepararci alla contrazione dell’economia tedesca nel secondo trimestre, a meno che le esportazioni non portino una sorpresa inaspettata».

Il calo della produzione industriale ha interessato tutti i settori, compresi beni intermedi, beni strumentali, energia e beni di consumo. L’unica area che è cresciuta è stata l’edilizia, ma solo di un magro 0,3 per cento dopo due mesi di declino.

Diesel sotto accusa, ma le auto elettriche non decollano

Il settore manifatturiero, storico motore della crescita tedesca, è diventato il suo principale punto debole, con l’industria automobilistica che fatica ad affrontare il passaggio dalle auto Diesel ai nuovi modelli elettrici e gli esportatori che subiscono un rallentamento degli ordini dalla Cina.

«La ragione principale di questa debolezza è forse il calo della domanda estera. Tutto ciò indica che la produzione rimarrà il punto debole dell’economia tedesca», ha dichiarato Ralph Solveen, vicedirettore della ricerca economica di Commerzbank.

Altri dati indicano anche una crisi dei servizi, che a luglio sono cresciuti a ritmo lento, alimentando le paure degli economisti per il contagio delle flessione dell’industria manifatturiera. «Il continuo calo della produzione è spaventoso», ha dichiarato Alexander Krueger, economista della Bankhaus Lampe. «Più a lungo – continua – più è probabile che altri settori vengano trascinati in questa crisi». Il governo tedesco prevede una crescita modesta dello 0,5% quest’anno e un rimbalzo nel 2020, con una crescita dell’1,5%.

Elena Comelli

Fabbrica Volkswagen in Germania

Ultima modifica: 8 agosto 2019