Formula E, a Roma vince Bird su Virgin. Secondo Di Grassi su Audi | VIDEO

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Roma – La corsa elettrica ha regalato emozioni, l’ePrix “imperiale” all’Eur è stato all’altezza delle aspettative. Scenico a base di … batteria: al cuore per gli ultimi giri di lotta serrata e anche alle monoposto, alcune delle quali hanno finito quasi senza energia. Come nella vecchia Formula Uno, ma nessuno ha dovuto spingere, anche se c’è mancato poco.

Sam Bird e Virgin (DS)
Sam Bird e Virgin (DS)

Il grande colpo di scena con la botta a muretto dopo 23 giri dello svedese Rosenqvist (Team Mahindra) ha messo fuori causa il dominatore iniziale. Azzoppata la lepre l’inglese Bird (Virgin team di DS, marchio di Peugeot-Citroen) ha preso il comando. Incalzato prima da Evans (Jaguar), poi da Di Grassi su Audi, che è finito secondo dopo alcuni giri col coltello tra i denti. Completa il podio il tedesco Lotterer della cinese Techeetah. Bird, secondo in classifica generale, dietro a Vergne.

Il grande crash

Un crash multiplo ha provocato la bandiera gialla a metà gara, proprio nel momento del cambio macchine (obbligatorio tutte per le batterie), spettacolare come nella MotoGP, con il salto da una vettura all’altra. La bandiera verde è tornata a 14 giri (su 33) dal termine. Preambolo di bagarre, con Luca Filippi, unico italiano in gara tredicesimo, purtroppo sempre fuori dai giochi.

Cosa è piaciuto? L’affluenza è stata soddisfacente, oltre trentamila persone. La corsa? Diversa, ovviamente il top del Motorsport, come Formula Uno o Le Mans, sono su un’altra dimensione. Ma proprio l’imperfezione e limiti rendono le Formula E più “umane”. Tutt’altro che perfette. Poca tenuta, hanno pneumatici quasi normali, pesano di più, frenano peggio. In sostanza, obbligano i piloti a fare più fatica ed errori. E su un circuito cittadino con saliscendi e punti stretti, le difficoltà sono esaltate. Patiscono di più e gli sbagli sono tanti, come nelle corse di un tempo. Non come nella prestazione estrema, spesso livellante o asettica, delle F1 degli ultimi decenni. Le monoposto elettriche da poco più di 200 cavalli non perdonano. S’è visto per le strade dell’Eur e lo show non è mancato: a velocità non esaltante, ma con grande intensità.

Una finestra sul futuro, forse non prossimo nonostante l’ottimismo generale. Anche se l’esibizione della e-tron Vision Gran Turismo, nata sulla PlayStation poi diventata per volere reale bolide elettrico da 815 cavalli, ha fatto impressione sulle potenzialità. Il salto finale all’auto elettrica per tutti, il ricambio generazionale, non ha una data veramente precisa. Questo stando alle dichiarazioni dei Costruttori, giocoforza più al corrente dello stato reale della situazione rispetto a ll’amministrazione locale.

Bird Virgin Formula E

Nel 2019 il ritorno

Presenti i big dell’automobilismo. Jean Todt, boss della FIA e Angelo Sticchi Damiani, presidente ACI. E non solo, anche Giovanni Malagò. L’edorsemennt traversale, da sport e politica è stato plebiscitario: si correrà Roma anche il prossimo anno.

Con altri prezzi grossi che scenderanno in campo. Due colossi, per storia e prestigio, come Porsche e BMW. Ancora più sul serio, lo spettacolo promette bene, ma ha bisogno di più star da passerella per emozionare le masse. L’ePrix, è ufficiale, sarà a Roma per i prossimi 5 anni.

Porsche di Formula E del 2018-19

 

Ultima modifica: 14 aprile 2018

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