Fiat Punto: l’ultimo saluto alla citycar

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È la fine di una lunga storia; una storia che parla di 25 anni di produzione e di 9 milioni di esemplari venduti. Per produrla fu creato, ex novo, lo stabilimento SATA di Melfi. Nei 25 anni della sua storia, la Punto si è modificata e reinventata: dalle iniziali forme partorite dalla penna di Giorgetto Giugiaro, morbide, familiari e rassicuranti, alle forme spigolose e contraddittore della seconda serie degli anni 1999-2005, fino alla terza serie, la Grande Punto, che gradualmente va a riprendere l’eredità del primo modello fino ad oggi, con la cessazione della produzione.

In ogni caso, una storia di successi: un milione e mezzo di esemplari venduti entro i primi due anni di commercializzazione, il premio Auto dell’Anno 1995, il sorpasso nelle vendite nei confronti della Volkswagen Golf nel 1997, il riconoscimento come prima utilitaria al mondo a ricevere quattro stelle EuroNCAP nel 2000, le vittorie in competizioni nazionali ed internazionali della sua versione rally (la S2000). Le motivazioni di questo cambiamento a suo modo epocale sono da ricercarsi nella strategia d’insieme del gruppo FCA: l’abbandono del comparto generalista a vantaggio del comparto premium, lo spostamento all’estero delle produzioni meno redditizie, il maggiore impegno verso la valorizzazione dei marchi Alfa Romeo e Maserati, un forte investimento sulle produzioni di peso di casa FCA(Jeep e RAM) ed il graduale passaggio alle nuove tecnologie come i sistemi di guida autonoma e le macchine ad alimentazione elettrica.

A fronte di questa svolta di FCA e della già citata volontà di lasciare in Italia solo le produzioni di fascia alta, lo spazio per le generaliste è andato inevitabilmente restringendosi, diventando troppo angusto per ospitare Punto, Panda e 500: quest’ ultima è stata blindata tramite un certo numero di nuovi progetti, come i motori elettrici e mild hybrid ed il progetto per una nuova 500 Giardiniera. Progetti simili sull’alimentazione ibrida hanno riguardato la Panda. In entrambi i casi, cruciale la collocazione in Polonia degli impianti di produzione. Nessuno spazio è stato trovato quindi per la Punto, troppo generalista per essere prodotta in Italia.

È la fine di un’epoca: la scomparsa di Marchionne, insieme all’addio di un’auto che è stata il simbolo di un’epoca, raffigurano la mutazione della casa torinese che nella sua simbiosi con Detroit sta cambiando pelle, ma sicuramente saprà mantenere la sua identità e continuerà ad accompagnare coi suoi marchi la vita degli italiani inventando nuovi simboli per nuove epoche.

Ultima modifica: 1 agosto 2018