Fiat 500X FireFly prova su strada col 3 cilindri 1.0 da 120 cavalli

2566 0
2566 0

Fiat 500X FireFly, con il suo “mille” benzina, un turbo a tre cilindri da 120 cavalli (c’è anche il 1.3 da 150 cv) è il crossover italiano alternativo alla demonizzazione del Diesel.

FireFly significa letteralmente “lucciola” e sulla ruote alte torinese si presta bene al compito. Dopo il primo contatto con la vettura, abbiamo provato 500X, che nel 2018 è stata la terza auto più venduta in Italia, dopo Panda e Renault Clio. La prima tra le compatte.

La novità è il nuovo motore modulare FireFly. Un benzina a tre e quattro cilindri, che manda in pensione i Multiair. E’ la base anche powertrain elettrificati sulle piccole e compatte del Gruppo.

Abbiamo guidato “mille” turbo tre cilindri, capace di 120 cavalli e di 190 Nm di coppia da 1.750 giri. Nella versione Urban, allestimento di partenza: prezzo da 20.000 euro. Un crossover da città, trazione anteriore e cambio manuale.

Spiccano i fari anteriori e posteriori impreziositi dalle luci a led. Migliorati i materiali nell’abiatcolo,  la strumentazione è complessivamente più “pulita”, ben consultabile. Morbida al tatto, con i comandi fisici facilmente identificabili.

Sistemi di assistenza alla guida

Su tutti gli allestimenti sono di serie il mantenimento della corsia, la lettura della segnaletica stradale e lo Speed Advisor, che permette di adattare la velocità ai limiti rilevati premendo un pulsante a destra sul volante.

Il cruise control funge da regolatore e limitatore, per avere l’adattivo bisogna accedere al pacchetto Active Safety (non possibile su 1.3 Diesel e 1.6 aspirato a benzina) che comprende anche frenata automatica d’emergenza (che però manca sul 1.0, anche a richiesta) e controllo degli angoli bui.

Fiat 500X FireFly su strada

Maneggevole e gradevole, precisa senza essere rigida. La seduta alta e il nuovo volante, dotato di una ergonomia più efficiente, regalano una ulteriore confidenza. Poi c’è il nuovo cuore. La famiglia dei FireFly turbo, tre e quattro cilindri, deriva (identici corsa e alesaggio) dagli omonimi aspirati ideati in Brasile nel 2016.

Il piccolo tre cilindri, cilindrata unitaria di 333, pesa 93 kg. Ha il basamento il lega leggera e oltre alla turbina è dotato di una distribuzione più avanzata. Ovvero del  sistema MultiAir di terza generazione, che permette una riduzione del rapporto di compressione (10,5:1) per ottimizzare il rendimento quando è richiesta una minor potenza. L’iniezione è diretta: c’è anche il filtro anti-particolato. I FireFly “europei”, decisamente più avanzati di quelli brasiliani, sono assemblati in Polonia nella fabbrica di Bielsjo-Biala.

Il “mille” basta per 500X, con la sua aerodinamica non certo favorevole e i suoi oltre 1300 kg a vuoto? Non è certo una citycar, ma la “Lucciola” di FCA allo stesso modo non è un motore banale. Oltre ai 120 cavalli ci sono 190 Nm di coppia sempre pronti intorno ai 2.000 giri. Non fa rimpiangere il 1.4 MultiAir da 140 che di fatto va a sostituire, anche perché accoppiato a un cambio efficiente. Qualche borbottio al minimo c’è, ma una volta in movimento il tre cilindri si comporta come la migliore concorrenza.

Pronto nello scatto, gradevole nei cambi di passo: in questo non a livello di un Diesel, ma soddisfacente data la sua cubatura. Non è mai pigro, questo sì, e la sua reattività la fa un po’ pagare alla voce dei consumi. La media rilevata nel test è di circa di 13/14 km/litro.

I consumi

Rientra nella norma, non fa certo gridare al miracolo, bisogna essere realisti. I piccoli turbo benzina non sono più sottodimensionati, anzi, ma nemmeno possono essere innalzati a reale alternativa per chi deve macinare svariate decine di migliaia di chilometri l’anno. I propulsori a gasolio restano un’altra cosa, fermo restando che il FireFly c’è piaciuto, specialmente nel traffico urbano (sì, anche col cambio manuale) e in quello statale.

Il contesto si conferma piacevole, 500X è uno dei piccoli SUV più divertenti (e facili) da portare. Peccato solo per i montanti anteriori che limitano la visibilità laterale. Ma sospensioni efficienti e confortevoli e uno sterzo rapido e sincero rendono piacevoli i tragitti. Bella d’aspetto e anche nel guidato. Una vettura indovinata: cuore compatto, ma temperamento verace, comunque polivalente.

 

Ultima modifica: 9 aprile 2019

In questo articolo