Portofino test, due Ferrari in un solo corpo: coupé e spider con 600 cv

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Emozioni in rosso Portofino. Sono quelle che regala l’ultima nata di casa Ferrari. L’erede diretta della California T è destinata a entrare nella galleria dei gioielli di Maranello per i suoi contenuti rivoluzionari. La famiglia è quella delle classiche GT V8, ma Portofino, con la sua linea unica. Prende le distanze dalla California e da tutte le vetture che l’hanno preceduta.

Col tetto chiuso è una classica coupé due volumi dall’aspetto grintoso e corsaiolo. Quando il tetto rigido viene ritratto (in soli 14 secondi e fino alle velocità di 40 km orari) si trasforma in una magnifica spider per la guida a cielo aperto. Insomma, due Ferrari in una con l’obiettivo di migliorare performance, piacere di guida e versatilità. Il linguaggio stilistico è semplice e incisivo e rimanda alla classicissima Daytona.

La rinuncia ad ogni forma di ala posteriore ha spinto il capo del design Ferrari, Flavio Manzoni, a funzionalizzare anche i minimi dettagli. Le prese d’aria anteriori e quelle laterali, segnate da ampi scavi sulle fiancate, sposano le esigenze estetiche a quelle dell’aerodinamica, convogliando i flussi d’aria sulla parte posteriore dell’auto. Il colpo d’occhio è assicurato e l’effetto suolo pure.

Ma il salto di qualità rispetto alla California non è legato solo al design. Portofino pesa 80 kg in meno, ha 40 cavalli in più (per un totale di 600), monta nuovi sedili con struttura al magnesio, che regalano 5 centimetri in più di spazio interno. Ha un migliore coefficente aerodinamico e si avvale di un nuovo sterzo elettrico preciso come un bisturi.  Il risultato si vede nelle prestazioni (320 km orari di velocità massima. E accelerazione da 0 a 100km in 3,2 secondi) e nella qualità di guida.

Portofino test su strada

Teatro della nostra prova su strada è quel tratto di Puglia fra Brindisi e Bari. Sospeso fra ulivi, mare e scorci fantastici. La terra dei Trulli di Alberobello, di Polignano, Egnazia, Ostuni: strade strette e improvvisi rettilinei che mettono alla prova la versatilità della Portofino.

Il cielo coperto incoraggia a tenere chiusa la capote rigida. Le sensazioni di guida sono quelle di un coupé sportivo che disegna ogni curva e riparte rabbioso con un sound davvero speciale. Un po’ basso e un po’ tenore, fino agli acuti da soprano quando l’acceleratore affonda deciso. Con un turbo del genere i rimpianti per il classico rumore da aspirato sono davvero poca cosa.

Quando il sole finalmente sbuca dalla fitta coltre di nuvole, ecco la trasformazione. Quattordici secondi appena per abbassare il tetto mobile. E avere in mano una spider maneggevole, godibile, capace di regalare belle emozioni en plein air. Il deflettore interno, ridisegnato, consente di vivere al meglio la Portofino in versione scoperta.

Rispetto ai valori della California, la pressione dell’aria esterna di riduce del 17% sulla fronte del guidatore e del 40% sul petto. Il risultato è che si può vivere questo scorcio di inverno al Sud con piacevolezza. Senza che il vento disturbi la conversazione e la gradevole compagnia del sound motore. Portofino sarà in vendita da marzo con consegne già coperte per un anno di produzione. Costa 196.061 euro Iva compresa. E promette di diventare una Ferrari che farà epoca. Anche nelle collezioni del futuro.

Giuseppe Tassi

Ultima modifica: 17 febbraio 2018

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