Fca-Renault, Parigi vuole garanzie sui posti di lavoro

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Una fusione utile, sì, ma in cambio di garanzie. Il matrimonio tra FCA e Renault non è ancora celebrato che già si levano richieste molto precise. Da Parigi il Governo francese considera la fusione una «buona opportunità» per Renault. Ma chiede «garanzie» su posti di lavoro, siti industriali e governance.

John Elkann
John Elkann, presidente di Fiat Chrysler Automobiles

«Lo Stato – spiega, all’Assemblea Nazionale, il ministro delle finanze Bruno Le Mairemanterrà il 7,5% della nuova società e vigilerà sugli interessi nazionali». Il via libera di Renault potrebbe arrivare già la prossima settimana.

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Da Moody’s, intanto, arriva un monito: «La potenziale transazione è positiva per tutte e due le società, ma i rischi di esecuzione sono molto alti».

Jeep Compass Plug-in Hybrid 3
Jeep Compass Plug-in Hybrid

La fusione continua, però, a essere apprezzata dai mercati e a Wall Street volano i titoli FCA che segnano un balzo dell’8,32%. Resta da chiarire il futuro ruolo di Nissan, che controlla il 34% di Mitsubishi Motors, in un’alleanza allargata.

Il ministro Le Maire dice che «l’intesa deve contenere la partnership esistente di Renault con Nissan e Mitsubishi».

Concorda il presidente di FCA, John Elkann: «Il nostro spirito è quello di trovare un obiettivo comune che offra vantaggi a tutte le società coinvolte, includendo Nissan e Mitsubishi».

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Per ora il ceo di Nissan Hiroto Saikawa si è limitato a dire di essere «aperto a ogni discussione per rafforzare l’alleanza».

Insiste Elkann. «Ho molto rispetto per Nissan e Mitsubishi. La nostra proposta di fusione con Renault creerà il potenziale per costruire una partnership globale con tutte e tre queste grandi aziende».

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Governance

L’altri fronte aperto è quello della governance. Anche su questo Le Maire è molto chiaro. «Lo Stato francese vuole una governance equilibrata, visto che è una fusione di eguali».

Per il governo italiano parla il vicepremier Salvini. «Mi sembra un’operazione utile per l’Italia e per l’Europa per avere un gigante dell’auto. Se tutti rispettano gli impegni presi mi sembra giusto si vada in questa direzione».

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Ancora è presto per capire quali saranno le scelte sulla governance. Il nuovo presidente dovrebbe essere John Elkann. Questi perché  Exor, la holding della famiglia, avrà come socio unico la quota maggiore, fra il 13 e il 15%. Mentre il ceo potrebbe essere Thierry Bollorè che da gennaio guida Renault.

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Ultima modifica: 29 maggio 2019