FCA e la Cina: decisivo il piano di Marchionne per il futuro

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FCA e la Cina, cosa succederà adesso? L’interesse c’è stato, c’è e ci sarà. Ma va ricordato che si tratta di un’operazione che vede interessanti alla finestra i due colossi mondiali. Gli USA e la Cina, appunto. Con in ballo interessi enormi. Fiat Chrysler Autombiles, dal nome e dalla lingua usata, è chiaro a chi sia legata. Auburn Hills, il quartier generale, è a Detroit, la casa dei motori degli States.

E Geely (che ha smentito l’interesse), Great Wall e Donfeng, i potenziali compratori o soci, sono comunque regolati nelle loro operazioni dal CIC, il China Investment Corporation. Il Fondo Sovrano Cinese, controllato dallo Stato. Che come noto, non è liberista e con una democrazia ancora da sviluppare a fondo. Per fare un esempio, ci sono ancora i piani quinquennali, anche se non di stampo stalinista.

Detto questo, l’operazione FCA-Cina pare molto difficile. Gli Stati Uniti e la grande “repubblica popolare” hanno rispettivi interessi a ostacolare questo matrimonio. Anche se il rumor è arrivato dagli USA e anche se dalla Cina spesso è visto con favore l’investimento in capitali esteri. Troppo presto?

Il piano di Sergio Marchionne, che lascerà a fine 2018, arriverà fino al 2022. E punta a mantenere un profilo alto, di utili. Non a caso dopo le voci di fusione-vendita, è arrivata una notizia ufficiale. E importante. Quella della sinergia con BMW, Intel e Mobileye per la guida autonoma. Il vero affare del futuro.

Le carte sono in mano a Marchionne, che deciderà il futuro di FCA. Ferrari s’è già staccata, prendendo al sua strada. E punta a crescere di numeri, mantenendo altissimo il prestigio. Impresa non facile. Alfa Romeo, in attesa di sfondare sul mercato, diventerà indipendente assieme a Maserati? La strada per “uscire da casa” nel caso del Biscione e del Tridente è ancora lunga.

FCA e la Cina: il piano del CEO deciderà la strada di FCA

Il piano di Marchionne indicherà il futuro. I nuovi modelli, di cui specialmente Alfa ha bisogno per aumentare i numeri. Ricordiamo che l’obiettivo è 400.000 auto l’anno, rispetto alle 70.000 dell’era pre Giulia e Stelvio.

In sostanza molti Marchi, anche tra quelli americani di FCA, devono ancora assestarsi. E trovare un vero valore. A quel punto si potrà parlare di alleanze, scorpori e altro. E non è detto che siano i cinesi. Il flirt con Volkswagen forse cova sotto la cenere.

Ultima modifica: 17 agosto 2017