Emissioni CO2, i costruttori (ACEA) contro UE. “Irrealistico Taglio”

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ACEA contro Commissione Trasporti, ovvero Costruttori europei di auto contro UE. La questione è delicata. Le istituzioni europee hanno raffinati l’accordo per un taglio delle emissioni di CO2 del 37,5% al 2030. Sia per le auto sia per i mezzi pesanti. Misura draconiana, che impone un ricorso alla propulsione elettrica di massa.

Per una guida più pulita“. E’ stata la condivisibile motivazione. Ma questa richiesta si base sulle auto vendute in Europa rispetto ai valori che saranno registrati nel 2021. La proposta originaria era di un taglio del 40%.

I costruttori, l’ACEA, hanno alzato gli scudi. In modo realistico, sostenendo che l’UE non ha tenuto conto della la realtà sociale ed economica. Si tratta di un comparto industriale che garantisce 13,3 milioni di posti di lavoro in Europa. Alti livelli occupazionali.

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Una transizione forzata alle auto elettriche (il cui inquinamento prima e dopo la produzione non è valutato con obiettività) porterete ad alti prezzi per i consumatori. Nonché a drastici cambiamenti a livelli occupazionali.

C’è un piano strutturale da attuare. L’Europa non può solo dettare limiti, ma accompagnare con aiuti di strutture e incentivi questa transizione. Posto che possa essere possibile al 100%. Il motore elettrico è perfetto: la difficoltà è come alimentarlo, le batterie sono costose e poco efficienti.

 

 

Ultima modifica: 19 dicembre 2018