Emilia Romagna, l’auto toglie il freno: «Ma servono aiuti»

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Va piano, il mercato delle auto. Il settore fa i conti con la crisi e l’Emilia Romagna non fa eccezione. I dati sulle immatricolazioni parlano di una ripartenza lenta: maggio, mese in cui le concessionarie si sono rimesse in moto dopo il lockdown, si è chiuso con un preoccupante -40% in regione rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (8.362 nuove auto contro le 13.932 del 2019).

Il calo supera il 50% confrontando il cumulato gennaio-maggio: 67.879 vetture vendute nel 2019, 33.684 in una prima parte di 2020 in cui pesano come un macigno le chiusure di marzo e aprile. I dati di Federauto dicono che in sostanza il mercato ha perso la metà delle vendite in cinque mesi. Ma anche che a giugno si vedono timidi segnali di ripresa: in Emilia-Romagna, nei primi quindici giorni del mese, l’immatricolato ha perso solo il 2% rispetto all’anno scorso. Ma è ancora presto per dichiarare il settore ‘guarito’.

All’uscita dal tunnel della crisi si arriverà con «un percorso lungo, lento e faticoso – ragiona Plinio Vanini, presidente del Gruppo Autotorino, primo dealer auto in Italia con una rete di oltre 50 concessionarie ufficiali in 5 regioni – anche perché, dopo il periodo di sofferenza a inizio anno, pesano i due mesi di vendite azzerate. C’è una sola certezza: non possiamo pensare di farcela solo con le nostre forze, se non a un prezzo altissimo. Senza opportuni provvedimenti del governo c’è il consistente rischio di uno stallo ancor più accentuato».

Tradotto in numeri – secondo le stime di Federauto – vorrebbe dire complessivamente 800mila automobili immatricolate in meno in un anno e una perdita occupazionale di 40mila dipendenti nelle concessionarie. Intanto i rivenditori si sono riorganizzati, visto che l’emergenza sanitaria ha cambiato tutto. C’è chi presenta i nuovi modelli in streaming, oppure chi ricorre alla videochiamata per consentire ai potenziali clienti di scegliere l’automobile, con tanto di tour virtuale nel salone. Fino all’acquisto della vettura a distanza e in sicurezza, attraverso la firma digitale.

I concessionari si portano al passo coi tempi, per provare ad arginare una crisi che a maggio ha presentato un conto salato. Per quanto riguarda l’Emilia Romagna, Rimini fa registrare un vero e proprio crollo delle immatricolazioni: -44,2% (435 vetture targate il mese scorso contro le 780 di maggio 2019), performance peggiore in regione.

Anche le province di Bologna, Piacenza e Parma registrano un calo delle immatricolazioni superiore al 40% (-42% nel capoluogo, da 3.629 auto vendute a 2.097). Altrove si è ridotta di poco l’entità del danno: -39,7% nel Modenese (1.474, mille in meno rispetto a maggio 2019), -39,3% a Forlì-Cesena (da 1.084 a 658), -37,4% a Ferrara (da 938 a 587), -36,4% a Ravenna (da 1.075 a 683).

Reggio … meno peggio

La provincia di Reggio Emilia segna la contrazione minore, con un -34,6% effetto di un calo di circa 600 auto immatricolate (da 1.708 a 1.116). «La tendenza negativa in regione e a livello nazionale – conclude Vanini – è confermata anche nelle sedi del Gruppo Autotorino, che registrano una caduta degli ordini che varia tra il -40% e il -50%».

Giuseppe Catapano 

Ultima modifica: 24 giugno 2020