Ecotassa, un errore madornale come il superbollo

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Ho già scritto più volte che l’automobilista è il bersaglio preferito dal fisco, il più comodo da colpire, quello che porta profitto sicuro alle casse dello stato.

Il guaio è che l’annunciata Ecotassa, promossa dal governo gialloverde, rischia di provocare gli stessi guai del Superbollo, ancora oggi in vigore per le auto sopra i 250 cv di potenza. Fu e rimane in marchiano errore, che ha fatto perdere molti milioni alle casse dello Stato. Oltre ad aver cancellato un mercato che muoveva un indotto, di assistenza e ricambi (e di consumo carburante, altro gettito) importanti.

Fiat Doblò, tra i modelli popolari colpiti dall'Ecotassa
Fiat Doblò, tra i modelli popolari colpiti dall’Ecotassa

L’intento della norma è nobile: rendere meno inquinante il parco dei veicoli circolanti. E favorire la diffusione dell’elettrico con una politica di incentivi che vanno dai 2.500 euro per le auto ibride (emissioni di CO2 da 21 a 70 g/km) ai 6.000 euro per le pure elettriche (emissioni 0-20 g/km). In entrambi i casi è necessaria la rottamazione, perché altrimenti i contributi si fermano a 1.550 e 4.000 euro.

Ma la formula adottata per finanziare l’operazione, quella del bonus/malus, che colpisce le vetture ritenute inquinanti, presta il fianco a critiche legittime. Dal primo marzo del 2019 chi acquista una nuova auto rischia di incappare nell’Ecotassa che va dai 1.100 euro del primo scaglione (161-175 g/km) fino ai 2.500 del quarto (oltre 250 g/km). Ma aldilà dei proclami governativi, il provvedimento non penalizza solo potenti Suv o auto di lusso.

Le auto colpite dalla Ecotassa

Nella tagliola del fisco restano intrappolate anche vetture popolari di fascia media come Fiat Doblò 1.6 o Fiat Tipo 1.4 e una versione della 500 L. Di fatto si colpiscono le giovani famiglie che cercano auto spaziose e a buon mercato in una fascia fra i 15 e i 20 mila euro.

Il rischio paventato dagli esperti del settore è di ridurre le percentuali di vendite fra il 7 e 10%, erodendo in modo netto il gettito fiscale di Iva e Ipt sull’acquisto di auto nuove che nel 2017 ha toccato i 9,4 miliardi di euro.

In sostanza il governo prova ad autofinanziare la sua manovra con un’Ecotassa che può tramutarsi in un vero boomerang: senza produrre effetti importanti sull’ambiente e col rischio di ridurre le entrate fiscali invece di moltiplicarle. Per finanziare la rivoluzione verde della mobilità, è meglio battere altre strade.

Giuseppe Tassi

Nuova Dacia Duster
Nuova Dacia Duster, un altro modello che cadrà sotto la scure dell'”errore” dell’Ecotassa

Ultima modifica: 22 dicembre 2018