Ecobonus si mette in moto, ma il mercato auto è al palo

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L’attesa è stata lunga (95 giorni dall’entrata in vigore dalla legge di Bilancio) ma finalmente l’ecobonus per le auto ibride ed elettriche è arrivato al traguardo.

Il ministero dello Sviluppo economico e quello delle Infrastrutture e Trasporti hanno infatti annunciato ieri che il decreto che disciplina gli incentivi per i veicoli meno inquinanti fino a un tetto di 6mila euro è stato registrato alla Corte dei Conti. E sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Probabilmente già oggi, per permettere che, da lunedì, i bonus possano essere prenotati dai concessionari sul sito.

L’auto ordinata dovrà essere immatricolata entro sei mesi dalla prenotazione (pena la perdita dell’incentivo) e chi l’avesse già acquistata dal 1° marzo (data di partenza dell’ecobonus che durerà fino al 31 dicembre 2021) sarà garantito dalla natura retroattiva del decreto.

Pensare che il bonus green – a cui fa da contraltare nello stesso periodo l’applicazione dell’ecotassa da 1.100 fino a 2.500 euro sui veicoli più inquinanti: auto di grande cilindrata, di lusso e Suv – possa risollevare un mercato dell’auto in frenata (-9,6% a marzo) è difficile.

Perché l’incentivo riguarda sostanzialmente le più costose, rispetto alle tradizionali auto diesel e/o benzina, vetture elettriche (di cui sono disponibili pochi modelli e quasi solo utilitarie da città) e quelle ibride plug-in. Nelle quali il motore elettrico entra in funzione a basse velocità al posto di quello a benzina.

Il decreto incentivi prevede un bonus per le persone fisiche o giuridiche che acquisteranno (anche in leasing) e immatricoleranno un’auto nuova a basso impatto ambientale a se stessi o a un familiare convivente da almeno 12 mesi (bisognerà presentare lo stato di famiglia). Che verrà scontato dal prezzo d’acquisto dai concessionari. Ai quali verrà rimborsato dalle Case automobilistiche che lo recupereranno come credito d’imposta. E al quale, separatamente, i concessionari potranno applicare ulteriori sconti e incentivi.

Il decreto prevede due scaglioni. Alle vetture che hanno emissioni fino a 20 g/km (in pratica solo le auto elettriche ‘pure’) sarà concesso un incentivo di 4mila euro. Che sale a 6mila se contemporaneamente si rottama una vecchia Euro 1, 2, 3 o 4 (ma non una Euro 0). Per le auto che emettono da 21 a 70 g/km (le ibride) l’ecobonus vale 1.500 euro. Che aumenta a 2.500 con la rottamazione. In tutti i casi il valore della vettura non deve superare i 50mila euro più Iva.

Anche per le due ruote

L’incentivo riguarda anche moto e motorini (fino a un tetto di 3mila euro) e pulmini di piccole dimensioni. I fondi sono limitati per il 2019 a 60 milioni. Saranno probabilmente suddivisi in tre tranche da 20, la prima fino a giugno. Saliranno a 70 rispettivamente nel 2020 e nel 2021.

Achille Perego

Ultima modifica: 6 aprile 2019