DS 3 Crossback vs Audi A1 citycarver, come vanno i crossover tascabili

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Compatti e a ruote alte, i SUV, crossover se preferite, in questi anni sono un successo. A tutti i livelli, in ogni dimensione e fascia di prezzo. Da Dacia Duster, terza auto più venduta in Italia (e prima straniera nel 2019) fino a Lamborghini Urus.

Vale anche per gli sport utility compatti. E prestigiosi, quali DS 3 Crossback e Audi A1 citycarver, due vetture intorno poco oltre i quattro metri di lunghezza (rispettivamente 4,11 e 4,05 metri). Esclusivamente stradali, molto raffinate.

I centimetri in più di altezza regalano una prospettiva dominante alla guida, meno apprensione su asfalto accidentato, fondi scivolosi e maggiore spazio in abitacolo. Aggiungendo, fattore primario e spesso decisivo, uno stile più marcato, anche muscoloso, che soddisfa molti clienti.

DS 3 Crossback vs Audi A1 citycarver, come vanno i due crossover

La tedesca  si ispira con evidenza alla famiglia Q di Audi, quasi un Marchio a parte. La francese è l’espressione del lusso transalpino, con stile e contenuti originali.

Nel nostro caso sono spinte da due turbo benzina tre cilindri (anche se con un divario di 40 cv a facile della francese, 156 cv contro 116) abbinati al cambio automatico, trazione anteriore. Il pacchetto tecnico è simile, l’approccio e l’offerta sono diversi, ben oltre le dimensioni (sette centimetri in più per DS 3). Due mondi paralleli, per vocazione al premium: consolidato e identificabile per la tedesca, personale e fuori dal coro per la francese.

Audi A1 Citycarver, prova su strada
Audi A1 Citycarver

A1 citycarver è la novità, più alta di cinque centimetri rispetto a Sportback e si presenta con il plus, sempre più apprezzato, della seduta alta. L’esterno non esce dallo spartito dei quattro anelli, in tema “allroad” della Casa, con protezioni, prese d’aria, passaruota allargati, protezioni sottoscocca e soprattutto griglia frontale specifica.

Negli interni la musica non cambia, con l’intera plancia orientata verso il guidatore. La strumentazione, l’ormai celebrato Virtual Cockpit (10,3”), e l’infotainment (10,1”), digitali completano il quadro. La scenografia e la sostanza sono quelle che ci aspetta, niente è lasciato al caso. Davanti accoglie benissimo, ottima la fattura dei sedili: dietro, giocoforza c’è qualche limitazione per le ginocchia dei più alti, ma la qualità generale è notevole.

DS 3 Crossback Performance Line 6
DS 3 Crossback tiene il passo: esibisce le maniglie delle portiere a scomparsa e uno stile che resta personale. E’ un SUV “vero”, non a caso cinque centimetri più alto di Audi. Una sorta di pezzo unico, no ce ne sono altre nella classe dei 4 metri.

La francesina punta tutto sulla sua personalità fuori dal coro. La figura del rombo, ossessivamente ripetuta domina: molto gradevoli i rivestimenti di cruscotto e pannelli in pelle Nappa. Il contesto è meno rigoroso nel complesso, ma molto originale.

A1 citycarver su asfalto mantiene il piglio della compatta, grazie anche agli ammortizzatori regolabili (accessorio presente sulla vettura in prova), sempre gradevole e piuttosto precisa anche quando si sceglie la modalità comfort: un ottimo compromesso.

Ben assistita da un sterzo pronto e progressivo, che invita a portarla. L’altezza da terra non disturba più di tanto, il rollio è mitigato. Davvero polivalente, forse con un assorbimento delle sospensioni un po’ rigido, ma mai davvero fastidioso. Un tributo da pagare a un buon dinamismo.


La francese nonostante l’estetica interna sia votata a coccolare sfoggia un comportamento sicuro, un pizzico più stabile (al limite un prevedibile sottosterzo) riallineandosi sempre bene. Sterzo forse un po’ più “vuoto” in certi frangenti. Nulla di trascendentale: la francese tanto ospitale quanto sicura e agile. I tre cilindri vanno bene. Benissimo quello di Citycarver, che con quaranta cavalli in meno tiene testa sl propulsore francese, peraltro di cilindrata superiore del 20% e dotato anche di 40 Nm di coppia in più. Un bel duello tra due termici efficienti.


Il piccolo “mille” di Citycarver se la cava davvero bene, sia da ferma sia in ripresa, a patto di stare sopra i duemila giri. In ogni modo si tratta di due propulsori elastici, che non fanno rimpiangere, anzi surclassano i 1.6 aspirati di qualche anno fa. Il vantaggio di Audi, o almeno buona parte di esso, sta del doppia frizione a sette marce. Più lesto a salire di rapporto in ogni situazione, non irreprensibile quando si riprende, ma nel complesso molto efficace e piacevole.

DS 3 Crossback, la prova su strada 1

Molto pronta anche DS 3 Crossback, con il suo “milledue” in grado di avvicinare, ove possibile, i duecento chilometri l’ora. Il tre cilindri francese è più rilassante in autostrada: più rilassato (a 2.400 giri contro 3.000) a velocità di codice. Mediamente DS è più silenziosa, felpata, in linea con la sua vocazione. E vellutato è anche il suo cambio automatico con convertitore a otto rapporti. Non votato alla guida dinamica, anche se sono disponibili le modalità Sport e manuale, ma molto godibile. Citycarver non è certo rumorosa, anch’essa votata a essere accogliente: mezzo gradino sotto. Sempre su alti livelli.

Media di 15 km/litro

I consumi sono soddisfacenti: con un pieno intorno ai 40 litri si superano i 600 chilometri senza particolari patemi. Non sono delle macinatrici indefesse di chilometri, non sono nate per questo. Restano polivalenti, adatte a chi non vive solo di lunghi trasferimenti in autostrada, ma consentono economie non lontane dai Diesel. I 15 km/litro sono alla portata. Non male per dei crossover, seppur compatti.

Ultima modifica: 1 settembre 2020