Si dimette Kalanick, fondatore di Uber. Rivoluzione ai vertici dell’azienda

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Terremoto ai vertici di Uber dopo le dimissioni del fondatore dell’azienda Travis Kalanick. Sotto la pressione dei principali investitori, l’ad del colosso dei trasporti ha ceduto.

Come scrive il New York Times, i cinque principali investitori (Benchmark, First Round Capital, Lowercase Capital, Menlo VenturesFidelity Investments) hanno inviato una lettera intitolata “Moving Uber Forward” (Fare progredire Uber).

Gli scandali degli ultimi tempi sono costati la poltrona a Kalanick. Le accuse di molestie sessuali che hanno portato al licenziamento di 20 persone, fra le quali Emil Michael, numero due dell’azienda. Poi la causa con Waymo. La società di Google, che si occupa dello sviluppo software di guida autonoma, ha accusato Uber di furto di proprietà intellettuale.

La pressione per Kalanick, che nei giorni scorsi aveva detto di volersi prendere un’aspettativa, si è fatta insostenibile. “Amo Uber più di qualsiasi altra cosa. In questo momento così delicato dal punto di vista personale (recentemente è morta sua mamma, ndr.) accetto la richiesta degli investitori di fare un passo indietro“, ha detto Kalanick attraverso un comunicato. L’ex a.d. aveva fondato Uber nel 2009 e ne rimarrà comunque nei quadri dirigenziali. “Ha sempre messo Uber davanti a tutto“, ha scritto l’azienda in una nota.

Oltre a un nuovo amministratore delegato si cerca anche un presidente. Jeff Jones si è infatti dimesso, come il già citato Michael e il direttore David Bonderman. La svolta di Uber potrebbe essere rosa. Sono tante le figure femminili che stanno acquisendo sempre maggior peso nella società. Da Arianna Huffington a Bozoma Saint John, da Frances Frei a Liane Hornsey.

Ultima modifica: 21 giugno 2017