Dacia Duster, prova su strada. Cambio di passo

1671 0
1671 0

Dacia Duster è un successo dal 2010. Ha sfondato sul mercato come SUV low cost, ma adesso la musica è cambiata. Anche se il prezzo d’attacco resta sempre 11.900 euro. Ma la clientela è cambiata, la maggior parte degli allestimenti sono alto di gamma.

E chi è al volante di Duster è quasi sempre felice dell’acquisto, quasi fiero. Indubbiamente un’auto che soddisfa i desideri di molti: consistente, non modesta.

Duster non è una vettura senza pretese. Ha cavalcato da subito la febbre degli sport utility alle nostre latitudini con la sua concretezza. Di motori, soprattutto il noto Diesel 1.5 Renault, dotata per chi la desiderasse di un trazione integrale efficiente, un design indovinato e una dotazione furba. Senza effetti speciali, ma con quasi tutto l’indispensabile. Doti utili, la cui sommatoria ha portato alla soluzione magica: successo.

Duster anche a GPL

La seconda generazione del SUV non esce dal solco del suo successo proponendo aggiornamenti non banali per forma e contenuti. Le dimensioni sono rimaste invariate, 4,34 metri di lunghezza, superiori ai 4.2 metri dei B-SUV per garantire una migliore abitabilità. Senza essere ingombrante e comunque mantenendo una capacità di bagagliaio (445 litri) adatta all’uso familiare. La piattaforma è rimasta la stessa, la B0, divenuta in questo caso Plus, migliorata.

Ombre? Per una vettura così accogliente la mancanza delle bocchette posteriori di climatizzazione non è un peccato veniale. Valutando l’estrema praticità di Duster, stride l’assoluta mancanza di ADAS “fondamentali”. Non vezzi, quali il riconoscimento pedoni e la frenata automatica.

Più “pesante” però è un listino che sulla soglia dei ventimila euro offre una vettura polivalente, realizzata con canoni di robustezza e una qualità non trascurabile. L’abbiamo provata nell’allestimento Prestige, il top di gamma, che lo sarebbe stato per molti altri modelli di ambizioni superiori fino a qualche anno fa, prima delle ultime novità relative all’infotainment e all’assistenza alla guida. Non ci sono nemmeno Apple CarPlay e Android Auto:, nessuno è perfetto. Ma si fa notare, le carreggiate posteriori più larghe la mostrano piantata a terra. Allo stesso modo i fari quadrati sul retro, qui Jeep Renegade docet, le donano più carattere. Più vistosa, con un frontale più importante.

La qualità

Duster un progetto datato ma ben realizzato, secondo gli obiettivi della Casa per collocarsi tra le vetture di interesse popolare. Le dimensioni e l’abitabilità già importanti, la realizzazione riuscita nelle profilature e giochi tra le parti esterne fanno da contraltare all’utilizzo di materiali di base per le finiture con qualche trascuratezza “economica” che merita una critica costruttiva.  Ad esempio, cofano motore e baule rumorosi in chiusura evidenziano la mancanza di strutturale e un adeguato fissaggio targa. I tergi sono di ultima generazione, parabrezza e lunotto senza guarnizione perimetrale. Tra i dettagli, il volanterivestito in pelle con cucitura a finto incrocio. Sedili realizzati in “tessuto-non-tessuto” di diversa grafica estetica ripresa anche nelle cuciture ben fatte: imbottitura poco contenente, mancano i terminali salva scarpe.

CS – NUOVO DUSTER È ANCORA PIÙ RIVOLUZIONARIO:100% NUOVO, SEMPRE DA 11.900 €!

Su strada 

L’accoglienza generosa è il primo contatto. La seduta alta procura sempre gradevole sensazione di controllo. Ma non si viaggia su un trespolo e vale anche per tutti i passeggeri. La rumena non lesina in spazio per cinque, anzi, candidandosi a vettura da viaggio, oltre che da “fatica”.

Il motore conferma la vocazione polivalente. Il 1.5 Diesel Renault, al solito, si propone elastico e pronto, anche se fa sentire la sua voce. Non è un fulmine di guerra per scatto (0-100 in 12”58) e per progressione (80-120 in 18”16, la sesta è un po’ lunga). Ma soddisfa le aspettative, specialmente dei macinatori di strada. Bisogna prendere un po’ di confidenza con le marce basse. Sono particolarmente corte, in questo adatte per l’uso in fuoristrada. Regalano la sensazione di uno scatto migliore della realtà, ma è su altro che punta Duster. Il cambio è manovrabile, non un fulmine di guerra: leva lunga e innesti abbastanza precisi. Meno agile la frizione, un po’ pesante.

Più che buone le percorrenze rilevate, specialmente in autostrada, vicino a una media reale di 16 km/litro. Non male davvero per una “ruote alte. A questo si aggiunge una frenata più solida rispetto alla prima generazione, che negli spazi di arresto e nella “consistenza” aveva il suo punto nevralgico. Meno pronto lo sterzo (il servosterzo è passato da idraulico ad elettrico) che rimane leggero senza essere approssimativo, nel complesso adatto alla polivalenza del mezzo. La quale rimane una vettura neutra, nonostante stazza e altezza impongano un certo rollio. Restando in margini buoni per sicurezza e sensazioni comunicate a tutto l’equipaggio. Forse un po’ molleggiata, ma la corsa lunga delle sospensioni ripaga quando si incontrano dossi, rallentatori o altri tipi di ostacoli. Sulle lunghe tratte non delude.

Capace in fuoristrada

Le frecce nella faretra non finiscono qui. Duster, a differenza di molti, anzi la maggior parte dei SUV, è pronta per due fronti. Chiariamo, non è fatta per guadi, macigni o missioni impossibili. Ma se la cava con destrezza reale nel fuoristrada leggero. Non si va in ansia su qualche sentiero con erba, ghiaia e fango, anzi. Grazie alla una trazione facilmente gestibile dal pomello sul tunnel centrale.

Tre le modalità a disposizione. Anteriore (2WD) per aumentare l’efficienza su strada. Auto, che prevede l’inserimento automatico del 4×4, potendone fornire il 100% all’asse che ha più trazione. E Lock, ovvero ripartizione fissa della trazione, 50% al posteriore e 50% all’anteriore, grazie al blocco del differenziale centrale. A questo bisogna aggiungere l’altezza minima da terra di 21 centimetri, i favorevoli angoli di attacco (30°) e di uscita (34°) che vanno, grazie a una massa non eccessiva, a completare un quadro interessante. E soprattutto efficiente. Coadiuvato da protezioni sottoscocca, sulle portiere, dall’assistenza in discesa e dalla quattro telecamere che controllano eventuali ostacoli, utili anche in manovra di parcheggio.

 

duster

Ultima modifica: 1 novembre 2018

In questo articolo